Erminio ed Eugenio Manzotti , Gianni Croce

 

Giovanni Croce nasce a Lodi il 14 aprile 1896. Intorno al 1909 viene assunto come aiutante nello Studio Fotografico di Giuseppe Marchi a Lodi. Nel novembre del 1915 è chiamato alle armi: il suo foglio matricolare indica “professione fotografo”. A Castelvecchio (vicino a Verona) gli viene affidata la direzione del laboratorio fotografico della Armata e l’organizzazione del servizio fotografico di documentazione degli impianti militari. Nel 1921 si trasferisce a Piacenza dove rileva uno studio fotografico in Corso Vittorio Emanuele. Croce si specializza nel ritratti femminili e in quelli di militari. Nel 1929 il fotografo si avvicina al movimento del secondo Futurismo tramite l’amico Oswaldo Bot, pittore e scultore legato a Martinetti, e un anno dopo inizia una serie di “composizioni” fotografiche liberamente ispiratesi al Futurismo. Negli stessi anni in cui porta avanti la sperimentazione nell’ambito della ”fotografia futurista”, Croce si afferma come ritrattista principe della “ buona società” e come fotoreporter ufficiale della città. Il suo Studio diviene ritrovo di artisti e letterati. Dalla metà degli anni Trenta il fotografo si allontana progressivamente dal movimento marinettiano. Durante la seconda guerra mondiale vive l’esperienza del carcere. Il giorno della liberazione di Piacenza, Croce fotografa le formazioni partigiane che sfilano per la vie della città. Nel dopoguerra Croce abbandona il ritratto per la “fototessera” e si dedica soprattutto alla foto di cronaca. Negli anni ’60 torna realizzare “composizioni” gratuite servendosi anche del fotomontaggio. Nel 1966 viene allestita a Piacenza una grande mostra dedicata a Croce fotografo. Croce lascia l’attività nel 1976 e muore nel maggio del 1981.

 

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QUADRI DA UN MONDO PERDUTO