Enrico Pulsoni

Enrico Pulsoni nasce ad Avezzano nel 1956. Dal 1974 collabora con Altro, gruppo teatrale intercodice del quale fa parte anche Achille Perilli. Con il GruppoAltro realizza diversi spettacoli (Experimenta, Ics, Zaum, AbominableA) nonché mostre e realizzazioni spaziali, che lo mettono in contatto con artisti quali Kantor, Bostik, Kolibal e Kossakowski. Realizza la prima mostra personale nel 1977 alla Galleria Ferro di Cavallo di Roma presentata da Maurizio Fagiolo dell'Arco, attirando l'attenzione di Francesco Vincitorio che lo metterà in contatto con la Galleria Artecentro di Milano, dove verrà presentato in una personale del 1978 da Licisco Magagnato. Nello stesso anno viene invitato da Jesper Svenbro ad esporre a Lund (Svezia), inaugurando quella serie di contatti con l'estero che caratterizza la sua attività. Nel 1980 Nello Ponente lo invita ad esporre un'opera nell'ambito della grande rassegna "1960-1980 Linee della ricerca artistica in Italia" al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel frattempo completa i suoi studi di Architettura laureandosi con Filiberto Menna con una tesi su Kurt Schwitters e il dadaismo tedesco. Dal 1981 inizia la collaborazione con la Galleria Il Segno di Angelica Savinio e nell' '83 vi realizza una mostra personale presentata da Achille Perilli, cui segue una seconda personale nel 1985 in occasione della quale Filiberto Menna noterà nel lavoro di Enrico "...un lavoro di scavo per ritrovare le ragioni della pittura intesa come forma per sé: di qui l'attenzione strenua che egli rivela per la superficie, per la materia e il colore, per le forme elementari, per la linea soprattutto, impiegata come uno scandaglio....". Al lavoro pittorico si affianca, dal 1983, la terracotta con la realizzazione di opere tridimensionali e in bassorilievo che, allo stesso modo che nelle pitture, sviluppano "....riquadri campìti, delimitati da forti contrasti tonali dove emergono venature, ectoplasmi, larve organismi viventi." (Valerio Magrelli). Nel 1984 torna in Abruzzo con una importante mostra curata da Italo Mussa a Serramonacesca in occasione della quale Cecilia Castrati avverte nella sua pittura"....la libertà di creare il nostro itinerario, di scegliere le vie attraverso le quali l'opera - o meglio il senso che essa rappresenta - passa dal dominio personale dell'autore a luogo della nostra apprensione sensibile.". In questi stessi anni espone da Silvio Spriano a Omegna, alla Galleria Emicla di Gaeta, alla Galleria Tommaseo di Trieste e da Roberto Peccolo a Livorno. E' spesso presente in Germania per mostre personali e collettive, dal 1983 con SingularPlural a Monaco, al 1987 con Neue Italianische Malerei a Brema, alla significativa mostra di scambio tra l'Accademia di Belle Arti dell'Aquila e quella di Rottweil curata nel 1988 da Lucia Spadano. Nel 1989 si segnala la mostra "Arte a Roma dal 1945 ad oggi" curata da Simonetta Lux e ospitata a Mosca e a Leningrado

Credo all’incanto che si verifica tra le materie, una bulimia di materie e materiali, ma rigorosamente legati tra loro dal passaggio logico e fisico dei passaggi di stato e dall’interrelazione che si verifica tra essi. La molteplicità di immagini è ciò che vedo nel mio lavoro”. 

 

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