De Pellegrin - De Santis - Dioli - Hasegawa - Olivieri

KIRA DE PELLEGRIN

Di questa artista italo-tedesca nata nel 1972 esponiamo i BIANCHI SU ACCIAIO, opere di enorme impatto prelogico nelle quali al gesto pittorico riesce – come ha scritto Alessandra Santin – di ribadire la relazione possibile tra mistero e realtà concreta.



GIUSTINO DE SANTIS

Nato in Abruzzo nel 1942 ma da tempo residente a Roma, l’artista ha raggiunto ragguardevoli risultati formali in una sintesi assai personale di vitalità e astrazione. In mostra sono proposti lavori di grande formato che danno piena evidenza alla verità delle parole usate da Duccio Trombadori: I suoi moduli formali sono pur sempre fattori visivi che danno sfogo al furore fantastico proiettato ad assumere esteticamente il principio originario della conoscenza.



FRANCA DIOLI

Di questa cultrice delle danze liberatorie e pittrice parca nell’espressione e non ostensiva, nata a Piacenza nel 1963, esponiamo due tele del periodo modenese e proiettiamo un video di inquietante drammaticità, in cui al corpo umano è consentita l’audacia di esprimere l’impossibilità di addivenire ad una forma definitiva.





AOI HASEGAWA

Nata a Lafayette nel 1974, Hasegawa è stata a lungo scenografa di importanti trasmissioni televisive giapponesi, per poi trasferirsi a Milano, dove svolge l’attività di docente. Appositamente per questa mostra ha allestito un GIARDINO INFINITO che realizza un compito difficilissimo nella postmodernità: quello di palesare il sacro nell’inconsistenza della realtà.



PIETRO OLIVIERI

Romano da una vita, ma nato a Sorrento nel 1967, l’artista ha fondato l’En-sablismo, un movimento pittorico che intende sottrarre la superficie del quadro alla sua piatta neutralità per conferirle un sostrato siliceo, attinto anche alle più remote latitudini, che sappia riecheggiare matericamente le origini del mondo. In mostra esponiamo suoi lavori appartenenti al filone più elegantemente vicino alla tradizione musiva romana.

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Silicio