Dipingere?

Alessandro Nidi - Gianluca Zuin

Dal 15.10.2011 al 12.11.2011

La Galleria Biffi Arte sabato 15 ottobre alle ore 18 inaugura la mostra antologica di William Xerra dal titolo Dipingere?.Verra' presentata una selezione di opere dell'artista dagli anni sessanta ad oggi: tele, disegni, fotografie, video, installazioni, libri-oggetto.

In occasione di questa importante personale saranno pubblicati da Biffi Arte due cataloghi: uno relativo alle opere grafiche e pittoriche, con un testo di Marcel Alocco; l'altro dedicato alla poesia visiva, alla performance e alla selezione video-fotografica con un testo di Angela Madesani.Tutta l'opera di William Xerra e' rivolta tra il segno poetico e quello pittorico, anche quando, negli anni settanta, tra happening, performance e video, concepisce una serie di opere strettamente "concettuali". Nel 1967 approda alla poesia visiva, grazie alla frequentazione di poeti ed intellettuali del Gruppo 63. Dal 1972 il "VIVE" accompagnera' , a fasi alterne, tutta l'opera dell'artista. Altro motivo conduttore dell'opera di Xerra sara' poi il frammento, in grado di significare i percorsi e le memorie dell'esperienza quotidiana. Un altro elemento caratterizza lo stile dell'artista: il telaio interinale, adottato nel 1975, che evidenzia i limiti provvisori entro i quali e' realizzata l'opera e che, grazie alla sua provvisorieta' , agisce sul frammento velando e svelando, coprendo parti di superficie e rivelando l'importanza dell'assenza. Degli inizi degli anni settanta sono: la "Verifica del miracolo" con Pierre Restany, le "Buste riflettenti", i "libri-oggetto", l'intervento su lapidi dismesse - con specchio che sostituisce l'immagine del defunto - e i "Poemi flipper" eseguiti con il poeta Corrado Costa. Quando agli inizi degli anni ottanta Xerra ripensa alla pittura tutte queste esperienze tornano nel quadro, inteso come luogo di raccolta incessante di azioni, citazioni, appunti.Nel maggio 2002 l'artista presenta, alla Fondazione Mudima di Milano, il manifesto IO MENTO, letto da Pierre Restany e poi discusso, nel mese di settembre, in un convegno nazionale presso l'Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, al quale partecipano Andrea Borsari, Andrea Bortolon, Antonio Calbi, Giorgio Celli, Giulio Ciavoliello, Gillo Dorfles, Eugenio Gazzola, Loredana Parmesani, Pier Aldo Rovatti, Aldo Tagliaferri. Il concetto dell'IO MENTO, per Xerra, in questi ultimi anni diventa dominante. Lo stesso artista afferma: "Da molti anni ho la necessita' di prendere distanza dall'opera per una posizione fortemente autocritica. Entrare nel suo mistero ed affermare, per paradosso, la sua legittimazione ad esistere. Con IO MENTO sono consapevole della mia messa a nudo nella dimensione dell'essere e dell'agire. Gillo Dorfles, nel testo per il Convegno Nazionale, scrive: "...guardare in faccia l'epoca che attraversiamo: fatta di falsita' e falsificazioni sociali, politiche, religiose; eppure carica di fermenti che forse domani potranno contribuire alla realizzazione di opere non piu' menzognere; di opere che corrispondano - come quelle di Xerra - a una loro autonoma verita'. "