Sogno e Confine

Alfredo Casali - Leonardo Cemak - Jean Michel Folon - Mario Giacomelli

Dal 22.09.2012 al 04.11.2012

Un maestro storico, un pittore, un fotografo e un disegnatore, protagonisti della ricerca estetica contemporanea, dialogano fra loro sul tema del sogno, dell'inconscio, della fantasia e delle visioni intime e misteriose che appartengono all'uomo e alle sue notti.


L'iconografia del sogno affonda le radici nella storia dell'arte antica, da Giotto a Dürer. Ma è in epoca romantica che il motivo del sogno diventa ricorrente nelle immagini degli artisti europei, a partire dal mondo tedesco (Böcklin in testa) per dilagare in ogni angolo del continente e segnare così la grande stagione romantica, fatta di inquietudini, paure e desideri inespressi.

La mostra intende allinearsi - nell'ottica longhiana delle catene ideali che allacciano la sensibilità degli artisti lungo secoli diversi - ai grandi esempi di arte fantastica, ma con sfumature che toccano retroscena esistenziali e visionari, letti da quattro interpreti della ricerca odierna che hanno aggiornato il senso per l'onirico piegandolo a nuove esperienze artistiche e a soluzioni che fluttuano dall'astrazione a certe suggestioni pop.

Accanto ai dipinti galleggianti nel blu notturno di Alfredo Casali, con le sue fiabe minime, ecco allora i paesaggi geometrici di un grande fotografo come Mario Giacomelli, che con Casali condivide il senso per l'equilibrio della composizione e un orizzonte in bilico fra realtà e immaginazione; avvicinati entrambi alle carte leggere di un maestro della visione lirica come Jean Michel Folon e di un pittore e disegnatore straordinario come Leonardo Cemak, creatore di universi narrativi, popolati di apparizioni inattese e storie invisibili.

Il tema del sogno sarà dunque leitmotiv di una indagine sulle visioni di questi autori a confronto che, mentre in alcuni casi – come per Cemak – si nutrono di citazioni letterarie, della grande poetica del bosco e della dimensione della favola, in altri – come per Casali – diventano pretesto per uno studio dello spazio nella composizione, dove il limite dello sguardo coincide e allude al senso eterno del confine.


Testo critico e curatela: Chiara Gatti
Allestimento: Arch. Carlo Scagnelli
Coordinamento: Lorenza Berzieri