30x30=‘900 Trenta opere di artisti piacentini del Novecento per il trentennale del Rotary Farnese

Dal 21.05.2016 al 18.06.2016

A cura di Alessandro Malinverni

In occasione del trentesimo anniversario di fondazione, il Rotary Club di Piacenza Farnese (2050° Distretto), in collaborazione con Biffi Arte, organizza l’esposizione 30 x 30 = ‘900. Trenta opere di artisti piacentini del Novecento per il trentennale del Rotary Farnese.

Curata da Alessandro Malinverni, dottore di ricerca in Storia dell’arte e conservatore del Museo Gazzola di Piacenza e della Pinacoteca Stuard di Parma, la mostra si sviluppa su quattro sezioni ed è incentrata sull’influenza – più o meno intensa e duratura – che tre importanti docenti dell’Istituto d’arte Gazzola di Piacenza (Francesco Ghittoni, Alfredo Soressi e Umberto Concerti) ebbero su alcuni dei loro numerosi allievi.

La prima sezione è dedicata a Luciano Ricchetti e Bruno Cassinari, allievi di Ghittoni; la seconda a Cinello, che ebbe come maestro Soressi; la terza a Gustavo Foppiani, Giancarlo Braghieri e Ludovico Mosconi, che si formarono sotto la guida di Concerti. Chiude la rassegna una sezione consacrata a Luigi Arrigoni, Sergio Belloni ed Ettore Bonfatti Sabbioni, che non frequentarono il Gazzola, e tuttavia ampliarono il ventaglio culturale dell’arte piacentina grazie alla formazione rispettivamente milanese, parigina e urbinate.

Ghittoni, Soressi e Concerti sono rappresentati da un’opera ciascuno, mentre gli altri nove artisti da tre capolavori, che permettono di percepire alcuni momenti della loro peculiare cifra stilistica. Giocata sul numero 3 e sui suoi multipli, l’esposizione offre varietà tematica (soggetti sacri, scene di genere, ritratti, fiori, paesaggi, vedute), tecnica (dipinti, disegni, incisioni) e culturale (dal figurativismo – più o meno legato alla tradizione – all’informale).

Rispetto alle precedenti esposizioni del Rotary Club di Piacenza Farnese, realizzate nel 1999, nel 2007 e nel 2012, questa privilegia un aspetto poco indagato dell’arte piacentina del Novecento: la relazione tra maestro e allievo, in particolare presso la scuola d’arte più antica della città. Tre sono i principi che hanno sostenuto le scelte del curatore: l’alta qualità delle opere, la loro appartenenza a soci del Rotary e la storicizzazione dei loro autori, ormai tutti scomparsi.