La rabbia, la poesia L'opera recente di Guido Maggi

Dal 22.05.2016 al 18.06.2016

A cura di Susanna Gualazzini

È lunga, lunghissima la strada che Guido Maggi, sfolgorante classe 1926, ha percorso e che lo ha portato da una prima maniera figlia della lezione espressionistica di declinazione mitteleuropea, a questi recenti lavori, tutti degli ultimi due anni. Ed è stato un percorso necessario che lo ha visto affondare con il colore in spazi corrosi dalla sofferenza, sostare sulla ustionante condizione umana con gli occhi spalancati da una sorta di rabbia, di fronte all’umano imbarbarimento. Ma tutta l’angoscia che nel passato aveva spaccato i tratti della sua cosmogonia personale, sembra lasciare ora spazio a una profonda e pacata comprensione delle cose del mondo. Sono opere di grande formato, che accolgono tutta la forza del gesto di Maggi, un gesto fatto di accelerazioni cromatiche e segniche sempre in dialogo con imprevedibili aree di quiete. E’ tutta la rabbia di un artista che dagli anni Sessanta ingaggia un “corpo a corpo” con la tela, trasformandola in mobilissimo, trepidante luogo di poesia.