L'innocenza del vuoto - L'ex macello di Sant'Anna nella fotografia di Mauro Scarpanti

Dal 16.09.2017 al 15.10.2017

A cura di Susanna Gualazzini

A volte arrivo in certi luoghi proprio quando Dio li ha resi pronti affinché qualcuno scatti una foto.

Ansel Adams

 

Diciassette scatti, catturati di corsa, alla vigilia dell’inizio dei lavori di ristrutturazione e, per un soffio, Mauro Scarpanti ci consegna la verità nuda di un’architettura disarmata. E’ il Macello di Sant’Anna, costruito a Piacenza fra il 1892 e il 1894, afferrato dallo sguardo di Scarpanti un attimo prima di diventare tutt’altro territorio e anni dopo la sua chiusura definitiva, attorno alla metà degli anni Ottanta. Colto in una sorta di stato purgatoriale, in attesa di redenzione, il Macello sveste l’orrore della sua memoria passata e si fa spazio vuoto e, per questo, innocente. Questo, consegnano le fotografie di Scarpanti: l’innocenza di un luogo che ritorna innocuo e recupera una sua silenziosa bellezza. Ecco allora che i ganci, le carrucole, non a caso conservati nel progetto di ristrutturazione, abbandonano le tracce del loro uso e si fanno segni grafici, tracciati di luce che Scarpanti insegue e coglie, al volo. Gli è stata concessa una sola mezza giornata, negli spazi del Macello: poco tempo, impensabile per un fotografo dalle modalità puntigliose e sistematiche quale è Scarpanti. Quella “collaborazione con il sole” che auspica Alphonse de Lamartine, non gli è concessa. Le “materie prime” di cui dice lo scrittore John Berger, la luce e il tempo, gli sono negate. Di qui, l’allure da “semilavorato” di certi scatti, che certamente avrebbero richiesto più tempo, un maggiore ascolto del paziente racconto delle ombre, ma nel purgatorio, lo sappiamo, non si dimora per l’eternità, ma si sosta per poi andare altrove. Questo altrove è il Macello di oggi, che accoglie l’Urban Center e diverse istituzioni legate alla vita della città, oltre a ospitare la sede piacentina del Politecnico di Milano. Un perfetto modello di archeologia industriale, uno spazio di voci sonore e di energie buone.