Giancarlo Cazzaniga e gli anni del Realismo Esistenziale

 

Dal 21.10.2017 al 26.11.2017

A cura di Giovanni Cerri


Opere di Giancarlo Cazzaniga e: Giuseppe Banchieri - Pietro Bisio - Mino Ceretti - Gianfranco Ferroni -Piero Leddi - Sandro Luporini - Bepi Romagnoni - Paolo Schiavocampo - Tino Vaglieri

 

 

La mostra è un omaggio all’opera del maestro milanese Giancarlo Cazzaniga (Monza, 1930 – Milano, 2013) e ad alcuni artisti suoi contemporanei. Tra loro, saranno presenti in mostra opere di: Giuseppe Banchieri, Pietro Bisio, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Piero Leddi, Sandro Luporini, Bepi Romagnoni, Paolo Schiavocampo, Tino Vaglieri. L’esposizione è nata da un’idea di Giovanni Cerri e Mario Palmieri, storico mercante e amico di Giancarlo Cazzaniga. L’iniziativa serve a ricordare non solo il maestro scomparso recentemente, ma anche un periodo e un gruppo di artisti che per alcuni anni condivise tematiche e idee intorno a un pensiero critico sul realismo di quell’epoca che vedeva i primi segni della ricostruzione post-bellica. Con le loro opere, con una pittura scarna e ridotta quasi al bianco e nero, attraverso la narrazione di ambienti interni ed esterni legati soprattutto al contesto urbano, questi autori hanno raccontato quel periodo intermedio tra la fine del dramma della guerra e l’inizio di una nuova epoca, poi sfociante negli anni Sessanta del boom economico. Dal testo in catalogo di Giovanni Cerri: […] Per interesse singolo o di pochi amici, nascono ogni tanto queste iniziative di riproposta, per mostrare le loro opere intense che raccontano di quel periodo. In questa mostra abbiamo voluto ricordare e rendere omaggio a Giancarlo Cazzaniga, non più tra noi da pochi anni, con una selezione di opere sufficienti a tracciare un suo ritratto. I temi di Cazzaniga si sono succeduti per tutta la sua vita; in particolare i jazz-men e gli interni, ne troviamo esempi di grande qualità sia negli anni giovanili che nella tarda maturità. Sono spunti che non hanno mai cessato di ispirarlo, ne ha dato solo una differente interpretazione nei diversi periodi della sua vita. Come cambiamo noi, così evolvono anche i nostri dipinti, l’età ci conduce verso altre “letture”. I dipinti risalenti al periodo del realismo esistenziale si intonavano su scale di grigi, terre, bruni e neri profondi, colori e non-colori che traducevano la faticosa risalita di un Paese provato dalla guerra. Via via poi la tavolozza del maestro milanese si è arricchita di luminosità e cromie più vivaci, soprattutto nei cicli dei “glicini” e dei “paesaggi del Conero”, negli anni ‘70 e ’80. Ma, direi che il tema a lui più caro, ripreso negli anni recenti di una raggiunta e consolidata maturità è sempre stato quello dei musicisti jazz. Si pensi, a questo proposito, all’amicizia di oltre mezzo secolo con il celebre chitarrista Franco Cerri, rapporto che sottolinea il suo legame profondo e di lunga durata con la musica americana “incontrata” negli anni dell’immediato dopoguerra. Così come l’inquadratura dell’interno dimostra un particolare interesse all’interpretazione interiore, intima, segreta, di luoghi domestici o, a maggior ragione, dello studio, l’ambiente creativo dove tutto ha origine. Insieme alle opere di Cazzaniga, protagonista della mostra, abbiamo voluto rendere doveroso omaggio (con opere scelte tra quelle appartenenti agli anni del realismo esistenziale, dalla metà degli anni ’50 ai primi anni ’60) ai suoi “compagni di strada”, coscritti o di poco più grandi, come i già citati Gasparini e Schiavocampo, anche loro attentissimi alla rappresentazione della realtà di quel periodo. Il tema urbano aleggia e unisce un po’ tutte le loro ricerche, tese e concentrate nella resa delle periferie, degli interni, dei luoghi di lavoro…tutto rinasceva, allora, tra ciminiere fumanti e sirene di fabbrica, lungo le strade lunghe e rettilinee della Bovisa, della Bicocca, di Greco/Pirelli.