Alberto Andreis. Babele

IN CORSODal 21.10.2017 al 26.11.2017

A cura di Sergio Signorini


Quando si ha a che fare con Alberto Andreis, non c'è da chiedersi se la scenografia sia un'arte al massimo livello. C'è da chiedersi se l'arte al massimo livello può permettersi di non essere scenografia. Vittorio Sgarbi

 

Quindici acrilici su faesite e masonite e sette disegni, a carboncino e china, compongono l’avventuroso scandaglio del mito della Torre di Babele. Alberto Andreis affronta uno fra i più complessi e affascinanti temi biblici, contaminandolo con altri miti e riferimenti letterari: dal Labirinto, nelle sue molteplici strutture, alla borgesiana Biblioteca di Babele, intesa come spazio non misurabile. Ogni dipinto è un paesaggio interiore che scandisce le tappe del viaggio alla ricerca del vero sé, a partire dal sembiante iper-narcisistico della società occidentale odierna, la quale reitera ossessivamente il mito nell'edificazione di torri sempre più elevate: simboli fallimentari di una potenza divina irraggiungibile, e al prezzo di drammatici rischi. Eppure, nella pittura fuori dal tempo di Alberto Andreis, l'utopia fa capolino nella sua più sfolgorante veste positiva e concreta, intrisa di magica speranza. Le sue torri esprimono l'energia dirompente del saper tenere insieme gli opposti: prima fra tutti la doppia anima, neo-barocca e minimalista, che attinge, rivitalizzandoli, alla luce e ai silenzi della metafisica.