KIM SOMMERSCHIELD | COME UN IRTO FIORE

Dal 08.09.2018 al 14.10.2018

Io fui sui monti come un irto fiore –e guardavo le rocce, gli alti scogli per i mari del vento – e cantavo fra me di una remota estate, che coi suoi amari rododendri m’avvampava nel sangue–

Antonia Pozzi, febbraio 1934

Nato in Inghilterra da famiglia di appassionati d’arte, Kim Sommerschield ha scelto, quale mezzo per il proprio operare artistico, l’acquarello: con questo strumento “implacabile” e fortemente votato all’astrazione, l’artista dà forma, pittorica e finanche poetica, alle proprie passioni, prima fra tutte quella per la montagna. Una montagna evocata non più come pura rappresentazione mimetica, ma come contenitore di un sentire profondo e meditativo. Nasce un corpus di opere, appositamente create per questa mostra, in cui sotto alla filigrana del colore emerge la voce struggente della poetessa Antonia Pozzi (1912-1938), da cui il progetto ha preso spunto, ricordandone l’anniversario della morte, per farsi meditazione su ciò che è spesso alla base del processo creativo: la solitudine. La mostra non vuol certo essere un percorso biografico-ideologico, ma piuttosto un progetto autoriflessivo il cui punto di partenza è proprio l’evocazione dei luoghi montani aspri e solitari in cui la poetessa cercava pace e ispirazione. Luoghi che nella traslitterazione di Sommerschield diventano “luoghi dell’anima”. Una mostra che è anche sul dipingere inteso come processo di affinamento e sintesi, inseguendo un ideale estetico fuggente eppure potente, che trova consonanza nelle parole della Pozzi, “asciutte e dure come sassi”. Ma la mostra accoglie, infine, anche un’altra istanza, certamente specifica ma di risonanza universale e trasversale alle epoche: è la tragedia di Antonia Pozzi intesa come drammatica lotta di una giovane donna contro una patriarchia aggressiva e le soffocanti convenzioni sociali.