I ARCHIVIO
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “NON C’È NIENTE DI MALE” DI SARA LUCCHI
La vita di Chiara è perfetta all’apparenza, benessere economico e famiglia sembrano costituirne le colonne portanti ma la realtà è diversa: dentro di lei si scatena un turbine di frustranti pensieri che svela durante conversazioni virtuali intrattenute con Diego, il convivente di un’amica conosciuto a una cena. Tutto ha inizio per gioco, per ingannare il tempo che cammina pigramente per chi, come Chiara, si trova sempre solo anche nell’accudire il figlio di appena dieci mesi. Sullo sfondo di un’idilliaca collina milanese prima e della stessa afosa città dopo, si snoda la vicenda di una giovane donna distrutta dalle sofferenze del passato che hanno ferito profondamente la sua voglia di vivere. Il torpore in cui da anni si è adagiata viene scosso da un messaggio anonimo, il primo indelicato approccio di Diego che tenta, quasi per sfida, di entrare in contatto con lei. Dopo quello, si aprono le danze di mail scambiate di nascosto che trascinano entrambi in un’appassionante fantasia. Una storia per donne che amano, tradiscono, si pentono, rimuginano, corrono, devono essere perfette, soffrono, desiderano, si annoiano, ma si sentono stanche e oltre a tutto questo, sono anche madri! Un romanzo per uomini che non sanno stare in un tale vortice (o che non vogliono?), che non capiscono come essere forti, che si sentono sotto esame e mai all’altezza o comunque, non abbastanza, che hanno paura, ma che vorrebbero essere scelti.
Sara Lucchi ha trentun anni e vive a Piacenza anche se spesso si trova con una valigia in mano alla ricerca di nuove città da visitare e soprattutto da degustare, perlustrandone ristoranti e cantine insieme al marito e alla figlia. Laureata in scienze del servizio sociale e in scienze teologiche, insegna alla scuola primaria dopo una breve esperienza come assistente sociale. “Non c’è niente di male” è il romanzo d’esordio che si augura essere il primo di una lunga serie: “Scrivere la notte, quando la città sta dormendo, in compagnia di un buon bicchiere di vino e di qualche candela che scalda l’atmosfera placa le mie nevrosi e mi accende l’anima: potrei mai smettere?”.
L’UOMO FA IL SUO GIRO. STORIE DI CONDIVISIONE DENTRO E FUORI DAL SET
Storie, avventure, aneddoti fuori e dentro il set raccontati da uno dei registi e sceneggiatori più interessanti e premiati del panorama cinematografico italiano.
In presa diretta dai suoi tre film – Il vento fa il suo giro, L’uomo che verrà, Un giorno devi andare – Giorgio Diritti ci parla della scrittura della sceneggiatura e della ricerca dei fondi, della creazione del gruppo di lavoro e delle difficoltà della produzione, del rapporto con gli attori, con la troupe e con la gente del posto.
GOAL ECONOMY: COME LA FINANZA GLOBALE HA TRASFORMATO IL CALCIO
“Goal Economy. Come la finanza globale ha trasformato il calcio” (Baldini & Castoldi, 568 pp.) è il libro di Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore, che sarà presentato il 3 dicembre alle 18 alla Galleria Biffi Arte, nell’ambito degli incontri dedicati a “L’arte di scrivere”.
Il volume indaga con cura l’evoluzione del calcio moderno che, nelle parole dell’autore, non è più un semplice gioco. Per certi versi, i cambiamenti impressi dal business gli hanno sottratto un po’ di fascino, ma allo stesso tempo lo hanno reso qualcosa di più completo, ergendolo, a pieno titolo, a soggetto industriale e, in definitiva, politico.
GIOTTO L’ITALIA
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “VIA DALLA VITA” DI GIORGIO CHIAPPINI
Presentazione del volume “Via dalla vita” di Giorgio Chiappini, edizioni Ediprima, a cura di Patrizia Soffientini.
Sarà un dialogo con Raffaella Bertè, responsabile Unità Operativa Cure Palliative Ausl di Piacenza, Valentina Vignola, psicologa dell’Unità Operativa Cure Palliative Ausl di Piacenza e Ornella Civardi, traduttrice, esperta di cultura giapponese. Con la partecipazione di Sandra Ramelli che leggerà alcuni brani tratti dal romanzo stesso.
All’incontro farà seguito un aperitivo gentilmente offerto da Lorenzo Zanon.
UNA BAMBINA SENZA STELLA
Ricordarci di essere stati dei bambini può aiutarci a capire meglio i bisogni dei nostri figli.
Silvia Vegetti Finzi ricostruisce, in questo libro, la storia di una bambina alle prese con vicende comuni a quelle di molti di noi e a quelle che dovranno affrontare i nostri ragazzi. Si parla di separazioni improvvise dai genitori, della gestione dell’indifferenza degli adulti. Ma anche delle bugie che si imparano in fretta e della fantasia che può essere usata come una zattera per rendere la realtà più sopportabile. Il risultato è un libro rivolto a tutti coloro che desiderano comprendere i bambini seguendone in diretta i percorsi evolutivi, evocando per empatia la loro stessa infanzia.
Silvia Vegetti Finzi,psicologa clinica, già docente universitaria, scrittrice e giornalista, è autrice tra l’altro di Parlar d’amore. Le donne e le stagioni della vita (BUR). È nota al grande pubblico per aver scritto, con Anna Maria Battistin, una trilogia di consigli rivolti ai genitori. Tra i suoi ultimi libri:
Quando i genitori si dividono, Le emozioni dei figli e Nuovi nonni per nuovi nipoti, tutti Oscar Mondadori.
GIOIELLI DI GUSTO. RACCONTI FANTASTICI TRA ORNAMENTI GOLOSI
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, per vocazione custode delle collezioni civiche di costumi e di accessori di moda, ospita Gioielli di gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi, una mostra che illustra la presenza del tema del cibo negli ornamenti, dai gioielli preziosi ai bijoux vintage. Fra le molte interpretazioni del cibo, tema di EXPO 2015, non poteva infatti mancare quella del gioiello. Il tema degli alimenti, grazie al loro significato beneaugurante di ricchezza e promessa di vita, percorre la storia del gioiello dagli ornamenti più antichi a quelli contemporanei, dalla Grecia Antica alla Cina del XVIII secolo. Uva, melograni, ananas, fragole, ma anche frumento, baccelli di pisello, funghi, pomodori, pasta, pesci, granchi, uova e selvaggina; la mostra si snoda in un percorso video e virtuale per condurre il visitatore tra gli ornamenti più golosi, attraverso quattro aree distinte:
IL GUSTO DELLE MAISON: la sezione dedicata ai gioielli veri propone la creatività dei grandi gioiellieri declinata al tema del cibo.
IL GUSTO DELLA MODA: le ispirazioni gastronomiche non mancano nella moda che spesso ricorre a frutti, gelati, dolci, bacche, pasta e persino uova per dare forma ai bijou più divertenti. Moschino, Ferré, Versace, Missoni sono tra coloro che si sono rifatti al tema ‘cibo’ per realizzare le loro creazioni.
IL GUSTO CONTEMPORARY: la sezione presenta una collezione di pezzi unici o realizzati in piccolissime serie, inerenti al tema, tra i più interessanti del panorama italiano e internazionale, frutto di un’accurata ricerca sulle forme e sui materiali.
IL GUSTO VINTAGE: questa sezione vintage ospiterà una serie di bijou appartenenti al periodo compreso dalla prima metà dell’Ottocento fino agli anni Novanta del Novecento, con pezzi di Trifari, Boucher, Rosenstein e Sharra Pagano per giungere alle collezioni storiche di Fendi, Ferré, Krizia e Lagerfeld.
VISITA GUIDATA DI LUIGI SANSONE ALLA MOSTRA AFRICA, MASCHERE E FETICCI
I MACCHIAIOLI: UNA RIVOLUZIONE D’ARTE AL CAFFE’ MICHELANGELO
La stagione espositiva autunnale delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia apre con una mostra dedicata al movimento artistico che rivoluzionò la pittura italiana dell’Ottocento: i Macchiaioli. Il movimento nasce a Firenze dove, attorno ai tavoli del caffè Michelangelo, si riunisce un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero. Il nome “macchiaioli”, usato per la prima volta in senso dispregiativo dalla critica, viene successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarna perfettamente la filosofia delle loro opere.
Simona Bartolena, storica dell’Arte, ha pubblicato numerosi volumi per le più prestigiose case editrici italiane. E’ consulente di numerosi Comuni, associazioni culturali e gallerie, per i quali cura esposizioni d’arte ed eventi. Da anni si occupa di iconografia – collaborando come ricercatrice con le principali case editrici milanesi – e di divulgazione.
16° PREMIO CAIRO
Anche quest’anno, Formec Biffi è sponsor del Premio Cairo e del Premio Arte, un’importante occasione per le voci più promettenti della ricerca artistica contemporanea. Nato nel 2000 per volontà dell’editore Urbano Cairo, l’omonimo Premio è un importante trampolino di lancio per i nuovi talenti italiani, un‘esperienza grazie alla quale possono consolidare la propria visibilità nel mondo dell’arte contemporanea, come è già avvenuto in passato con i vincitori delle precedenti edizioni.
Per il Premio Biffi invece, il 2015 segna la terza edizione: il premio è un tributo alla creatività e alla capacità di travalicare la realtà, per sconfinare in quei territori di invenzione e poesia in cui il marchio Biffi, fin dall’epoca del milanese Caffè Biffi, affonda le proprie radici.
Il premio è di quelli davvero gratificanti: il vincitore trascorrerà una settimana a Londra, per un corso alla Central Saint Martins University of the Arts, a contatto con insegnanti prestigiosi in un ambiente unico e stimolante. Vivrà poi l’emozione di vedere la propria opera diventare il simbolo dell’azienda: sarà infatti sul packaging a edizione limitata in produzione per il periodo natalizio. Infine avrà l’opportunità di una mostra personale alla galleria Biffi Arte, che nelle sue sale ha visto passare opere di artisti immortali, accanto alle voci più interessanti dell’ultima generazione italiana.
La proclamazione dei vincitori per entrambi i premi si terrà mercoledì 21 Ottobre, al Palazzo della Permanente di Milano, e a partire da giovedì 22, le opere dei partecipanti saranno esposte in mostra , sempre al Palazzo della Permanente, fino a domenica 25 Ottobre.
1944 – 1945 DALLE BOMBE ALLA LIBERAZIOME
La conservazione e la ricostruzione della memoria attraverso le immagini. “1944-1945 dalle bombe alla Liberazione” si pone questo obiettivo, lasciare una testimonianza sintetica di quel che visse Piacenza in quei mesi duri, attraverso le fotografie che testimoniano, da basso, le condizioni della città dopo i bombardamenti, con le distruzioni di angoli oggi ricostruiti. Ma anche nell’ottica di chi la città la visse dall’alto attraverso immagini delle forze aeree alleate che sulla città sganciarono le bombe che la ferirono. Immagini a raffronto tra macerie e tecnologia. Sino ad arrivare al momento in cui tutto finì con l’arrivo degli Alleati e della contestuale liberazione della città da parte dei partigiani. E con la grande festa di popolo del 5 maggio 1945, quando sfilarono per la città i reparti della Resistenza. A corredo delle immagini i racconti dei testimoni del tempo che negli anni – a partire dal giugno 1945 – di ricorrenza in ricorrenza, hanno lasciato le tracce documentali dei fatti; diverse ma tutte uguali nel desiderio di illustrare a chi non c’era quel che accadde e di tramandare il ricordo alle generazioni che si sono susseguite. L’insieme degli scritti, ormai lontani nel tempo, ed ora ripresi, di Giulio Cattivelli, Vittorio Coppellotti, Enio Concarotti, Pietro Solari, Lia Bianchini, Mario Favari, Eugenio Manzotti, con le foto di Gianni Croce, Eugenio Manzotti e degli archivi governativi USA, si rinverdisce il ricordo e si fornisce alla memoria delle nuove generazioni lo strumento di lettura dei fatti come avvennero e come furono testimoniati e poi ricordati.
L’APPETITO DELL’ IMPERATORE – STORIE E SAPORI SEGRETI DELLA STORIA
Dall’ultimo pasto di san Francesco – santo ma segretamente goloso! – alla sontuosa tavola di Honoré de Balzac, dai cibi raffinatissimi del banchetto del Gran Khan alle uova con cipolle e scalogno care a Napoleone, passando per tre deliziosi intermezzi sul caffè, le castagne e i tartufi, Franco Cardini mette in campo la sua duplice esperienza di storico e di gourmet. Spaziando dal Medioevo ai totalitarismi novecenteschi e non solo, Cardini torna alla narrativa con una serie di racconti gustosi, che sono anche un’illuminante testimonianza di come la cultura materiale sia specchio dello spirito di ogni popolo, e possa essere per lo storico una lente speciale per comprenderne i segreti. Ogni racconto è, così, corredato tanto da un’indicazione delle fonti quanto dalle ricette che Franco Cardini ha sperimentato, una per una, nella sua cucina fiorentina: dall’acquacotta al piccione glassato, dal cuscus magrebino alla crema Chantilly, ciascuno di noi potrà portare sulla propria tavola i sapori del passato, e ritrovare intatte le emozioni che essi racchiudono.
AM SURPREIND
Il 22.05.2015, ore 18:00
Presentazione del cd “Am surpreind”, poesie in lingua piacentina lette dall’autore Gianni Zambianchi, poeta e pittore piacentino è autore di numerose raccolte di poesia, fra le quali Ciòs, Folate, Nel giardino del se, ‘Mé un rasär co’ ‘l so mur…, ‘Mé ‘d lüi la spiga.
Ha curato, con Franco Toscani, il volume postumo di poesia di Nello Vegezzi Terra e carne d’amore; con Orazio Gobbi, Patrizia Soffientini e Franco Toscani ha curato la mostra antologica e relativo catalogo La rivolta e l’incanto. Poesia, pittura e scultura in Nello Vegezzi.
Ordinario di Filologia italiana al Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia (sede di Cremona) Claudio Vela è critico e storico della Letteratura Italiana, con interessi di ricerca che spaziano dalla poesia per musica rinascimentale alla letteratura del Novecento. Suoi contributi filologici e critici su Dante, Petrarca, Sacchetti, Ariosto, Bembo, Machiavelli, Della Casa, sulla poesia per musica tra Duecento e Cinquecento, su autori novecenteschi come Angelo Maria Ripellino e soprattutto Carlo Emilio Gadda sono apparsi sulle principali riviste scientifiche di settore, in atti di convegni e miscellanee.
I SEGRETI DELLA COTTURA DEL CIBO
Giovedì 14 Maggio alle 18.00 presso la Galleria Biffi Arte si terrà la conferenza I segreti della cottura del cibo. In occasione dell’inaugurazione di Omeofest – Festival internazionale dell’omeopatia – la dottoressa Benedetta Callegari racconterà e analizzerà i diversi metodi di cottura degli alimenti.
Le tecniche di cottura hanno grande importanza nella preparazione dei nostri piatti perché, e spesso lo si sottovaluta, la diversa cottura di un alimento può influire sul sapore e sull’aspetto energetico del piatto finale. A eccezione di pochi cibi che necessitano di cottura per distruggere batteri o elementi nocivi dell’alimento stesso, per i rimanenti può essere distruttiva nei confronti di molti nutrienti importanti. Occorre quindi, cucinare correttamente. Inoltre, quando cuciniamo, senza riflettere, tendiamo a seguire sempre le stesse ricette, ma se desideriamo diventare dei bravi cuochi è indispensabile imparare a utilizzare tutta la varietà degli stili di cottura, combinando le cotture lunghe, quelle veloci e il crudo.
ARTE LOMBARDA DAI VISCONTI AGLI SFORZA – MILANO AL CENTRO DELL’EUROPA
La vita di corte è protagonista a Palazzo Reale, alla scoperta delle radici delle due famiglie che resero grande Milano. Un percorso di due secoli che illustra l’età dell’oro di una civiltà di corte dal respiro europeo e dalla straordinaria produzione artistica.
LA MIA ARTE
L’ associazione culturale “Mikrokosmos” è stata fondata a settembre del 2012 dal clarinettista Darko Joavonic e dalla pianista-compositrice Katia Spadola, allievi del conservatorio “G. Nicolini” di Piacenza. Lo scopo primario dell’ Associazione è quello di divulgare il patrimonio musicale mediante un percorso didattico mirato alle conoscenze tecnico-musicali relative allo strumento prescelto. I corsi sono rivolti a larghe fasce di età e sono organizzati in base alla disponibilità dei docenti e alle necessità degli allievi iscritti. Parallelamente alla didattica, l’ associazione è impegnata nell’ organizzare eventi musicali, stagioni concertistiche, collaborazioni artistiche presso Fondazioni, Istituzioni interessate, Teatri e Sale idonee alla friuzione della musica. A tali attività prendono parte i docenti stessi dell’associazione, i soci collaboratori, gli allievi e musicisti professionisti attivi nel territorio piacentino.
Il progetto “La Mia Arte” coinvolge alcuni dei giovani allievi della scuola Mikrokosmos che insieme a un gruppo di bambini e ragazzi (del laboratorio coordinato da Beatrice Anelli) racconteranno e “si racconteranno” dando vita a un perfetto connubio fra musica e letteratura.
ESPOSIZIONE UNIVERSALE DI MILANO – IL MASTERPLAN, I PADIGLIONI E IL VILLAGGIO EXPO 2015
ADELE-C STORIA DI UN’INFINITA VOCAZIONE PER IL DESIGN
Adele Cassina, figlia di Cesare Cassina, fondatore dello storico marchio Cassina, siede insieme al marito Rodrigo Rodriquez e ai quattro figli nel CdA dell’azienda fino al 1990, anno in cui la famiglia decide di cedere la propria quota azionaria.
Ma nel 2009, Adele Cassina ritorna alla propria vocazione originaria, riprende il filo lasciatole nel DNA dal padre e accetta una nuova sfida: fare mobili nel XXI secolo. Nasce Adele-C srl.
Compasso d’oro alla carriera 2014, Puccio Duni è stato personaggio centrale in alcune delle fasi più rilevanti nella storia del design italiano e internazionale. Chiamato nel 1970 da Poltronova per occuparsi di marketing, collabora con i gruppi fiorentini di design radicale Archizoom e Superstudio. Dall’incontro con Cesare Cassina e Dino Gavina nasce, nel 1973, International Design, negozio che diventa immediatamente punto di riferimento per il design in Italia e che realizza, fra gli anni Settanta e Ottanta, alcune fra le più importanti esposizioni dei grandi maestri della progettazione internazionale.
Nel 1977 apre a Firenze Selfhabitat che progettualmente anticipa la filosofia europea di Habitat e Ikea.
DIALOGHI POETICI
Stefania Di Lino è nata a Roma, dove vive e lavora. Ha pubblicato la silloge poetica Percorsi di vetro, deComporre Edizioni, 2012, ed è presente in diverse antologie. Ha partecipato a molte manifestazioni artistico-letterarie e reading di poesia, tra cui: “Giornata Mondiale del libro e del diritto d’Autore”, Biblioteca della Camera dei Deputati; Casa Internazionale Delle Donne, Roma; Premio Internazionale di Narrativa e “Ho una casa” (Concorso di poesia), Casa delle Culture, Roma; X Festival Mondiale per la Poesia, Caracas, Venezuela.
Franco Di Carlo è nato a Genzano di Roma, dove risiede. Ha insegnato Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea a “La Sapienza” di Roma e, oltre a molti volumi di critica letteraria, ha pubblicato numerose raccolte poetiche tra le quali: Nel sogno e nella vita (1979), Le stanze della memoria (1987), Il dono (1989), La voce (1991), I suoni delle cose (1994), Il tramonto dell’essere (1997), La luce discorde (2000), Il nulla celeste (2003), L’invocazione (2008), Della rivelazione (2013).
ANIMA E CORPO OPPURE ANIMACORPO?
Il 18.04.2015, ore 15:30
Anina e corpo oppure animacorpo? Dall’errore categoriale cartesiano al bisogno di recuperare l’integrità di queste due parti che per quanto complesse devono rimanere complementari.
Durante l’ incontro si proporrà l’analisi del dualismo anima-corpo dal pensiero greco a quello attuale governato dalla tecnica, per arrivare alla logica dell’ete-et che caratterizza la dimensione psicoanalitica più attuale.
L’incotro sarà condotto da: Martina Rossetti psicologa e Fabrizio Bertamoni filosofo.
DUBUFFET E LA GRANDE STAGIONE DELL’ INFORMALE
Renato Barilli è professore emerito presso l’Università di Bologna e ha svolto una lunga carriera insegnando Fenomenologia degli stili al corso DAMS. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, sono andati sia alla critica letteraria che alla critica d’arte. È autore di numerosi libri tra cui: Scienza della cultura e fenomenologia degli stili (1982, nuova ed. 2007), L’arte contemporanea (1984, nuova ed. 2005), La neoavanguardia italiana (1995, nuova ed. 2007), L’alba del contemporaneo (1995), Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna (2003), Maniera moderna e Manierismo (2004), Prima e dopo il 2000. La ricerca artistica 1970-2005 (2006), La narrativa europea in età moderna. Da Defoe a Tolstoj (2010), Autoritratto a stampa (2010), La narrativa europea in età contemporanea. Cechov, Joyce, Proust, Woolf, Musil (2014). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Storia dell’arte contemporanea in Italia. Da Canova alle ultime tendenze (2007) e Arte e cultura materiale in Occidente (2011). È stato organizzatore di molte mostre sull’arte italiana dell’Ottocento e del Novecento.
“LA BAMBINA PUGILE. OVVERO LA PRECISIONE DELL’ AMORE” E “MA DOVE SONO LE PAROLE?”
La bambina pugile. Ovvero la precisione dell’amore, Einaudi Editore
Ma dove sono le parole? Raccolta di poesie scritte dai bambini delle periferie multietniche di Milano, Effigie Edizioni
Con la partecipazione di Giovanna Rosadini
Chandra Livia Candiani ha pubblicato le raccolte di poesie Io con vestito leggero (Campanotto 2005), La nave di nebbia. Ninnananne per il mondo (La biblioteca di Vivarium 2005), La porta (La biblioteca di Vivarium 2006), Bevendo il tè con i morti (Viennepierre 2007) e La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi 2014). È presente nell’antologia Nuovi poeti italiani 6 curata da Giovanna Rosadini (Einaudi 2012). Nel 2015 ha curato Ma dove sono le parole? (Effigie Edizioni 2015) in collaborazione con A. Cirolla, una raccolta di poesie scritte dai bambini delle periferie multietniche di Milano.
Nel 2001 ha vinto il premio Montale per l’inedito.
E’ inoltre traduttrice di testi buddhisti e tiene corsi di meditazione. Conduce gruppi di meditazione per adulti e seminari di poesia nelle scuole elementari delle periferie milanesi, nelle case alloggio per malati di aids e per i senza casa.
L’amore alcune volte dice boh!(Oreste, dieci anni)
Poesia tratta dal libro Ma dove sono le parole?
CRUEL
Roma si sveglia con la notizia di un omicidio atroce. Marta Luci, studentessa universitaria, è stata trovata morta dentro un ex ospedale psichiatrico abbandonato. L’assassino le ha squarciato la gola, ha messo il corpo a testa in giù e lo ha svuotato di tutto il sangue. I capelli sono intrisi di una sorta di balsamo. Sul ventre e sul petto alcuni tagli disegnano una croce rovesciata. Delle indagini viene incaricato un commissario specializzato in omicidi rituali. Ma sulle tracce dell’assassino si mette anche un giornalista, Mauro Colesani, inviato del settimanale “Cruel”, crime magazine di grande successo diretto da uno psichiatra famoso e carismatico. Mauro gira su un motorino scassato, ha modi poco ortodossi, ma anche un grande talento. E un motivo speciale per scoprire la verità. Con questo libro Salvo Sottile trasforma in un thriller la sua conoscenza del mondo della cronaca nera, maturata anni di esperienza giornalistica. Ed è una redazione, descritta con assoluto realismo, a diventare il campo gravitazionale del male. Nessuno è al riparo dal sospetto, tutti credono di avere la verità in tasca. Qualcuno ha anche la presunzione di riconoscere il male, di poterlo sconfiggere. Ma come accade nei casi reali non esiste mai un colpevole certo né una sola verità. Semmai ce ne sono tante, tutte valide, tutte spendibili e tutte solide agli occhi della logica. Solide fino a che non arriva una verità più forte, si posa sull’ultima e fa crollare tutte le altre, come in un domino.
NON SEGUIRE IL MONDO COME VA
Nel marzo 2013, Michela Marzano entra per la prima volta alla Camera in qualità di deputata. Non ha mai fatto politica, non conosce nessuno: è una filosofa chiamata dal Partito Democratico con l’intenzione di portare in Parlamento una persona con competenze specifiche. Pensa alla responsabilità che tutti i neoeletti si sono assunti davanti al Paese di essere integri, onesti, decorosi. Pensa ai problemi dell’Italia, alla crisi economica, alle diseguaglianze sociali, alla mancanza di diritti per le minoranze. Pensa a tutto quello che vorrebbe e dovrebbe fare, a tutto quello per cui vorrebbe e potrebbe battersi, a tutto quello che non accetterebbe. Le bastano poche settimane per cominciare a respirare tutto il malessere della politica. Con crescente smarrimento, capisce che alla Camera i princìpi e le idee valgono poco. In politica contano soprattutto i voti che ti porti dietro, le appartenenze e le conoscenze. E poi sono troppi i cortigiani; troppi gli arroganti e gli ambiziosi pronti a dimenticare velocemente le ragioni per le quali all’inizio avevano deciso di impegnarsi. A Michela Marzano non interessano lamentele e disfattismi. Di libri sulla delusione di chi sbarca per la prima volta in politica ce ne sono già tanti. Il suo è diverso: è, al tempo stesso, una testimonianza e un saggio filosofico, un atto di resistenza e un ritratto della politica italiana contemporanea.
NOI DUE
Da anni ci raccontano un Paese devastato e senza speranza oppure un altro, finto, da commedia. L’Italia nuda, nelle sue ferite e nei desideri, è rimasta quasi invisibile. Giorgio Diritti l’ha mostrata nei suoi film, attraversando le pieghe della Storia e vicende quotidiane fatte di coraggio o di paura, tese tra le nostre radici e il futuro. Un viaggio di verità, una ricerca vitale. Ora Diritti porta la sfida dentro il suo primo romanzo, questo. È l’alba quando Carlo e Alice camminano per le vie deserte dell’Aquila diretti alla stazione. Non possono rifiutare l’occasione di trasferirsi al Nord, perché dal terremoto sono passati anni ma in città le cose restano ferme. Due destinazioni diverse. Un gruppo di adolescenti chiassosi riempie le giornate di Alice, in una casa famiglia di Genova. E lei, che si è sempre sentita determinata, una fucina di sogni, una forza della natura, ora dovrà fare i conti con storie dure e con il proprio passato. L’azienda è un mondo nuovo, tanto più se, come Carlo, finisci circondato di sole donne, a disegnare reggiseni nella provincia emiliana. Eppure lui si stupirà di sé, scoprendosi entusiasta, ambizioso, pronto a mettersi in gioco. La vita di prima è distante per entrambi e anche i ricordi si presentano a sprazzi: le strade in cui sono cresciuti, i piccoli gesti condivisi, le famiglie lontane. Essere in due, pensare per due ora è molto più difficile. Il loro amore è a un bivio e il futuro ancora da costruire.
L’AMORE DA PLATONE A FREUD
L’amore da Platone a Freud: dall’ amore della ragione all’amore della follia, così come dall’amore di se stessi all’amore per gli altri.
Durante l’incontro verrà spiegato il concetto dell’amore platonico attraverso il racconto del Simposio e la rivisitazione in chiave psicanalitica dell’amore stesso.
L’incontro sarà condotto da:
Martina Rossetti psicologa
Fabrizio Bertamoni filosofo
I 100 CAPOLAVORI
I 100 capolavori del Western
Quali sono i western da vedere assolutamente? Quelli con John Wayne o con Clint Eastwood, quelli che raccontano la lotta contro i banditi o quelli con gli Apache e i Sioux? Genere magmatico per definizione, capace di sfuggire a ogni definizione o catalogazione, il western fonda il suo fascino proprio in questa dimensione universale: in fondo basta un cappello o un cavallo o l’immagine di un canyon per farci entrare nelle sue atmosfere e farci catturare dal suo fascino. Per parlarci di storia e di mitologia, di cultura e di folclore, di avventura e di politica. Non per niente è stato definito “il genere cinematografico per eccellenza americano”. E questi sono i capolavori che non si possono non aver visto…
I 100 capolavori del Noir Americano
Insieme a Humphrey Bogart o Lana Turner, ad Alan Ladd o Barbara Stanwyck il noir ha accompagnato le nostre fantasie di spettatori nel viaggio più pericoloso, quello dentro le nostre pulsioni più nascoste e irrefrenabili, tra le ombre del male alla ricerca di squarci di verità. Ci ha fatto sentire il peso del passato e le sue maledizioni, ci ha aperto gli occhi sulle contraddizioni umane, ci ha lasciati soli di fronte a un mondo ostile e irrazionale dove era facile perdersi dentro ai labirinti della mente e dell’anima. Ma ci ha anche regalato una serie di capolavori indimenticabili facendoci vivere fianco a fianco con Philip Marlowe e Gilda, l’infernale Quinlan o la signora di Shanghai, in tanti film da vedere e rivedere…
I 100 capolavori della comicità italiana
Sottobraccio a Tecoppa e Petrolini, Totò e Nando Moriconi, Fantozzi e Mario Cioni, un viaggio nel cinema italiano che ha saputo scatenare le risate, dalle sue lontane origini regionali alle vette della commedia all’italiana fino a quel gruppo di attori-registi che in anni più vicini ha saputo rinnovare la tradizione del nostro cinema comico. Un panorama che abbraccia cent’anni e che riserverà anche ai più appassionati più di una sorpresa.
I 100 capolavori da far vedere ai vostri figli
Quali film far vedere ai propri figli? La domanda più semplice è anche quella più difficile: ogni bambino ha una sua sensibilità che spesso reagisce in maniera diversa di fronte allo stesso film. Con questo libretto, dove 100 capolavori sono divisi in tre gruppi – “per i più piccini”, “a partire dai 6/7anni” e “per i più grandi” – il Mereghetti prova a rispondere a questa insidiosa domanda, unendo la sua esperienza cinematografica a quella, più privata ma non inferiore, di papà.
UNA GARA ALL’ALTRO MONDO
Una gara all’altro mondo. Dialogo fra Emma Bovary e Anna Karenina, atto unico nato da un’idea di Renato Barilli, mette in scena il dialogo impossibile fra Emma Bovary e Anna Karenina, due “eroine” letterarie che si incontrano sul terreno di sofferenze affini. Le due donne si confessano ricordando l’inesorabilità̀ dei loro destini, ingabbiati sia dalle prescrizioni sociali che dalla scrittura di chi le ha immaginate. E infatti nella filigrana delle loro parole si evidenzia anche la diversa relazione che ciascuna di loro ha avuto con il proprio autore: complice appassionato della sua creatura, Flaubert fa di Emma Bovary il simbolo della rivolta femminile contro le restrizioni e le censure, mentre Tolstoj rimane aderente alla morale dell’epoca, mantenendo un distacco emotivo dal suo personaggio. Ecco allora che se Madame Bovary diviene simbolo di una vita che desidera unicamente essere piena, l’eroina tolstoiana è imprigionata a una concezione conservatrice e maschilista che vedeva allora, come talvolta oggi, la donna sottomessa alla patria potestà di padri e mariti contro cui è ingiustificato ribellarsi.
Interpreti
Emma Bovary: Silvana Stocchi
Anna Karenina: Francesca Fuiano
UNGARETTI POETA D’AVANGUARDIA
La prof.ssa Annamaria Andreoli, docente di letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Bologna, terrà una conferenza dedicata a Ungaretti dal titolo: “Giuseppe Ungaretti: poeta d’avanguardia”, nell’ambito di “Ungà”, la mostra attualmente in corso in Galleria.
Nativa del mantovano Annamaria Andreoli ha insegnato letteratura italiana contemporanea nelle Università di Bologna e della Basilicata. Vive a Roma. Dal 1997 al 2009 ha diretto Iil Vittoriale degli Italiani, la dimora-museo di d’Annunzio a Gardone Riviera. Nell’ambito di una lunga collaborazione con il Ministero per i Beni culturali ha curato la Mostra: “Ungaretti: la biblioteca di un nomade” (edizioni di Roma 1998 e Milano 1999, Catalogo De Luca Editore), sul patrimonio librario e manoscritto posseduto dal poeta, con una sezione espositiva dedicata alle opere pittoriche presenti nella casa romana degli eredi di Ungaretti.
CASA MUSEO BAGATTI VALSECCHI
Luca Melegati è uno dei massimi esperti italiani in ceramiche continentali e arredi antichi. E’ stato consulente scientifico e Capo Dipartimento per alcune fra le più importanti Case d’ Aste internazionali (Finarte, Il Ponte, Sotheby’s Italia) e per le colllezioni di porcellane delle Civiche Raccolte del Castello Sforzesco di Milano. Dal 2008 è direttore della sede di Milano di Wannenes Art, Casa d’ Aste di Genova per la quale è anche esperto di ceramica europea.
Insieme a lui percorreremo, in una vera e propria passeggiata virtuale, le sale della Casa Museo Bagatti Valsecchi di Milano.
UNA VITA. UN LIBRO PER TUTTI O PER NESSUNO
L’autobiografia di uno dei più noti, e certamente il più singolare, fra gli intellettuali italiani e, insieme, l’attraversamento di settant’anni di vita del nostro Paese nei suoi mutamenti antropologici, sociologici, sociali, culturali più che politici, e di un quarantennio di giornalismo. Ma anche un racconto personale, di amori, di passioni, di amicizie, di tradimenti, di illusioni e disillusioni, esperienze che sono di tutti in cui il lettore potrà facilmente riconoscersi. Un libro crudo, com’è nello stile dell’autore, dall’andamento narrativo giocato sulla memoria, a volte celiniano o proustiano, senza autoindulgenze ma nemmeno indulgenze verso i personaggi, noti o meno noti, che Fini ha incontrato nella sua vita, eppure venato, oltre che da una nostalgia quasi feroce per il Tempo Perduto, da tenerezza e pietas per quell’animale tragico che è l’essere umano.
BIGLIETTO, SIGNORINA
Alla stazione ferroviaria di Varenna c’è trambusto. Il capotreno Ermete Licuti è sceso dal convoglio scortando una passeggera pizzicata senza il biglietto regolare. E senza un quattrino per pagare la multa. Fa intendere che arriva da Milano, che vuole andare a Bellano, ma non parla bene l’italiano. Ligio alle norme, il capotreno non sente ragioni e la consegna al capostazione, Amilcare Mezzanotti, che protesta vivace. Ma il regolamento parla chiaro, la faccenda tocca a lui sbrogliarla. E così adesso il povero capostazione si trova lì, nel suo ufficietto, con davanti Marta Bisovich. Bella, scura di carnagione, capelli corvini, dentatura perfetta, origini forse triestine, esotica e selvatica da togliere il fiato. Siamo nel luglio del 1949, e sul lago di Como, in quel di Bellano, tira un’aria effervescente di novità. Ci sono in ballo le elezioni del nuovo sindaco, e le varie fazioni si stanno organizzando per la sfida nelle urne. Su tutte, la Dc, fresca dei clamorosi successi alle politiche del ’48, attraversata ora da lotte intestine orchestrate dall’attuale vicesindaco Amedeo Torelli, che aspira alla massima carica ed è disposto a giocare tutte le sue carte. La bella e conturbante Marta, invece, ha altre aspirazioni. Le basterebbe intanto trovare un posto dove poter ricominciare a vivere, e questo è il motivo per cui ha deciso di puntare le sue ultime chance sulla ruota di Bellano, dove certe conoscenze non sono nelle condizioni di negarle l’aiuto di cui ha bisogno.
SARI. POESIE PER LA FIGLIA, E BALLABILE TERREO
Laura Liberale è laureata in Filosofia e dottore di ricerca in Studi Indologici. Dal 2006 tiene corsi e seminari di scrittura creativa. Ha ottenuto riconoscimenti in svariati premi di poesia e narrativa. Suoi testi sono apparsi su riviste e antologie. Ha pubblicato, oltre ad alcuni saggi indologici, i romanzi Tanatoparty (Meridiano Zero, 2009) e Madreferro (Perdisa Pop, 2012); le raccolte poetiche Sari – poesie per la figlia (d’If, 2009) e Ballabile terreo (d’If, 2011). È inoltre tra gli autori di Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012). È co-curatrice dell’antologia Sogni senza Frontiere (Edizioni dell’Arco, 2013) e curatrice dell’antologia Père-Lachaise. Racconti dalle tombe di Parigi (Ratio et Revelatio, 2014).
ALTALENA. VOCI SENZA FILTRO
Il titolo, Altalena, esprime l’amarezza di Antonio Ferrari che si considera tra gli ingenui del “dopo muro”, ma che incontro dopo incontro con i protagonisti dell’area mediterranea, dove il mondo ha giocato a scacchi, vede il pianeta condannato alla più precaria e drammatica delle altalene. La fine della guerra fredda, la guerra di liberazione del Kuwait – che avrebbe poi prodotto la Conferenza di Pace di Madrid riunendo gli acerrimi nemici del Mediterraneo orientale-, la vittoria di Rabin alle elezioni israeliane e gli accordi di Oslo con i palestinesi hanno accompagnato le ingenue aspettative di una pace planetaria. L’assenza però di un equilibrio, un tempo mantenuto anche grazie al terrore di una guerra nucleare, ha ben presto fatto cadere l’illusione di una pace duratura. In questo scenario le interviste e i retroscena che Antonio Ferrari riporta nel libro hanno l’intenzione di raccontare e testimoniare le verità e le bugie che hanno accompagnato le vicende storiche, all’indomani della caduta del muro di Berlino, fino agli attentati dell’11 settembre e alle cosiddette primavere arabe. Come non spiegare all’Iraq di Saddam Hussein che attraversare la frontiera del Kuwait avrebbe portato alle infinite guerre del Golfo? Perché disgregare la pluralità della federazione jugoslava creando conflitti a catena e disastri ecologici? Come invitare lo stravagante colonnello Gheddafi nei salotti buoni d’Europa e poi assassinarlo? Come giudicare Ariel Sharon, un tempo guerriero sanguinario, divenuto poi leader di un partito centrista e capace di rispettare anche la promessa di ritirare l’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza? Come reagire di fronte alla rivelazione, fatta dal presidente Egiziano Mubarak, che Israele avrebbe aiutato l’estremismo di Hamas contro il governo palestinese e quindi contro Arafat, la cui morte ancora oggi è avvolta dal mistero? E come giudicare le feroci repressioni del dittatore siriano Bashar al Assad? E cosa dire dei risultati della fragile democrazia giordana voluta da re Abdullah II e dalla moglie Rania? Come non stupirsi di fronte all’atteggiamento sfrontato e disinvolto del criminale nazista Priebke?
VAN GOGH – L’UOMO E LA TERRA
PIERO DEL POLLAIO. LE SUE DAME
SEGANTINI. LA MOSTRA
C’ERA UNA VOLTA IL TENNIS
Nicola Pietrangeli è uno dei campioni del tennis: ha vinto due volte gli Internazionali d’Italia e due volte il Roland-Garros, è arrivato (unico italiano nella storia) in semifinale a Wimbledon e nel 1976, come capitano non giocatore, ha vinto la Coppa Davis in Cile. In questa animata conversazione con Lea Pericoli narra l’epopea di uno sport, secondo la sua opinione,non eisiste più, travolto com’è dal professionismo e dalla commercializzazione. E racconta una vita in bilico tra l’asprezza del dopoguerra, la Roma della “Dolce Vita”, i primi stratagemmi per sbarcare il lunario, l’amicizia con Mastroianni e i suoi grandi amori. “Dicono che se ti fossi allenato come si deve avresti vinto molto di più” dice Lea a Nicola. E lui risponde: “Ma non mi sarei divertito neanche la metà”.
IL CACCIATORE DEL BUIO
“Se non sarà fermato, non si fermerà.” Non esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l’inizio di un racconto. Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente – non ha identità, non ha memoria, non ha amore né odio – se non la propria rabbia… E un talento segreto. Perché Marcus è l’ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l’obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla. Questo è il romanzo di una follia omicida che risponde a un disegno, terribile eppure seducente. E ogni volta che Marcus e Sandra pensano di aver afferrato un lembo della verità, scoprono uno scenario ancora più inquietante e minaccioso. Questo è il romanzo che leggerete combattendo la stessa lotta di Marcus, scontrandovi con gli stessi enigmi che attanagliano Sandra, vivendo delle stesse speranze e delle stesse paure fino all’ultima riga.
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Confronto con Cesare Rimini: ricordi di un avvocato, collezionista e appassionato d’arte.
NIETZSCHE. L’APOLIDE DELL’ESISTENZA
Esiste un’ampia bibliografia dell’opera di Friedrich Nietzsche, ma la sua vicenda umana è rimasta molto più in ombra. Fini segue la vita di questo piccolo borghese, condizionata da una misteriosa malattia e dalla semicecità, attraverso gli intrecci con Richard Wagner, la fredda Cosima, l’irresponsabile e spietata Lou Salomé, le incomprensioni con la madre e la sorella: di crisi in crisi, la vita di Nietzsche vira verso una disperata e allo stesso tempo esaltata, feconda solitudine, fino alla drammatica esplosione della follia, che porta al lento e straziante dissolversi, per undici anni, di una mente straordinaria. Con l’approccio e la personalità del grande giornalista, Massimo Fini restituisce in un’opera saldamente appoggiata alle fonti e ai documenti, il Nietzsche uomo, con la sua fragilità, la sua quasi incredibile ingenuità e, naturalmente, la sua lucida e dolorosa intelligenza. Una fragilità esistenziale che fa di Nietzsche il sensibilissimo sismografo della crisi di un’epoca e di una cultura, quella occidentale, che arriva a maturazione proprio oggi.
UNITÀ DI RISVEGLIO
Il “risveglio” citato nel titolo della raccolta evoca una drammatica vicenda personale: nel maggio del 2005, in seguito a un banale intervento medico, l’autrice cade in coma e solo dopo un lungo percorso di riabilitazione la sua esistenza ritroverà una forma di “normalità”. Dunque un libro diaristico che ripercorre un vissuto drammatico trasformandolo in un percorso conoscitivo ed espressivo profondissimo. «Unità di risveglio è il diario-racconto in versi, fra speranze e paure, del mio ritorno alla vita a seguito di questa esperienza… Di come io abbia cercato di trasformare lo choc per quanto mi è successo, e per la mia nuova condizione, in un nuovo punto di partenza…”.
Nata a Genova, Giovanna Rosadini ha lavorato per la casa editrice Einaudi, come redattrice ed editor di poesia, fino al 2004, anno in cui è uscito, per lo stesso editore, Clinica dell’abbandono di Alda Merini, da lei curato. Ha pubblicato la raccolta Il sistema limbico per le Edizioni di Atelier nel 2008, e altri testi poetici in riviste e antologie collettive. Nel 2010 è uscito Unità di risveglio, per la Collezione di Poesia Einaudi. Per lo stesso editore ha curato Nuovi poeti italiani 6, antologia di voci poetiche femminili che ha suscitato un vivace dibattito e una larga eco, uscita nel 2012. La sua ultima raccolta poetica, il numero completo dei giorni, è stata pubblicata da Nino Aragno editore nel 2014.
LA REGOLA DELL’EQUILIBRIO
Un eroe restio. Un dubbio morale assoluto.
È una primavera strana, indecisa, come l’umore di Guido Guerrieri. Messo all’angolo da una vicenda personale che lo spinge a riflettere sulla propria esistenza, Guido pare chiudersi in sé stesso. Come interlocutore preferito ha il sacco da boxe che pende dal soffitto del suo soggiorno. A smuovere la situazione arriva un cliente fuori del comune: un giudice nel pieno di una folgorante carriera, suo ex compagno di università, sempre primo negli studi e nei concorsi. Si rivolge a lui perché lo difenda dall’accusa di corruzione, la peggiore che possa ricadere su un magistrato. Quasi suo malgrado, Guerrieri si lascia coinvolgere dal caso e a poco a poco perde lucidità, lacerato dalla tensione fra regole formali e coscienza individuale. In un susseguirsi di accadimenti drammatici e squarci comici, ad aiutarlo saranno l’amico poliziotto, Carmelo Tancredi, e un investigatore privato, un personaggio difficile da decifrare: se non altro perché è donna, è bella, è ambigua, e gira con una mazza da baseball.
«Quando chiudemmo il verbale e l’udienza, lo spiacevole sentore della parola calunnia aleggiava sul procedimento. Tutti sapevamo che in qualche modo sarebbe rimasto lí, e tutti sapevamo che la procura avrebbe dovuto trovare qualcosa di molto solido, se non voleva che quel fascicolo finisse nella discarica delle archiviazioni o dei proscioglimenti».
ARTE, MERCATO E COLLEZIONISMO. PROBLEMATICHE GIURIDICHE, RISCHI E TUTELE PER GLI INVESTITORI
L’avvocato Cristina Manasse, esperta in diritto dell’arte e d’autore, insieme a Marco Horak, perito d’arte del tribunale di Piacenza e a Luca Melegati, senior expert dipartimento vetri e ceramiche e direttore della sede di Milano della casa d’aste Wannenes, commenteranno il mercato dell’arte Italiano ed estero, affrontando temi quali la creazione di una collezione, attribuzioni e falsificazioni, la circolazione delle opere, le case d’asta ed i rapporti con i collezionisti, i diritti relativi alle opere e le tutele per gli acquirenti.
Una conversazione tra operatori del settore che si pone l’obiettivo di offrire ai collezionisti, o a coloro che si avvicinano curiosi al mondo dell’arte, alcuni spunti di riflessione ed accorgimenti pratici da considerare prima di investire nel mercato dell’arte, nonché elementi di valutazione per la tutela dei propri investimenti.
Introduce l’incontro Davide Auricchio, di Schroders Wealth Management, sede di Milano.
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “L’AMORE CHE TI MERITI” DI DARIA BIGNARDI
“Vi dirò soltanto che mi lasciai pilotare
nel buio / da qualcheduno / che
m’aveva preso in silenzio per la mano”
(G. Bassani)
Ferrara. Alma e Maio hanno appena finito la scuola, si godono l’euforia d’inizio estate. Sono fratelli, legati da un affetto e da una vitalità profondissimi, oltre che da Michela, fidanzata di lui e migliore amica di lei. La vita scorre serena, anzi, felice: ma loro non lo sanno, di essere felici. Sarà solo Alma, anni dopo, a rendersi conto che quelli sono stati gli ultimi istanti della loro felicità.
È la fine degli anni Settanta, l’eroina comincia a dilagare: una sera per gioco Alma e Maio la provano. È Alma a proporlo, sarà Maio a non riuscire più a liberarsene. Sarà lui a sparire per sempre, inghiottito in una notte di nebbia sul Po. I genitori non sopravviveranno al dolore, Alma sì, ma come una reduce che non merita la propria fortuna. Bologna, trent’anni dopo. Antonia scrive gialli, è sposata con un commissario di polizia solido ma appassionato, è al quinto mese di gravidanza. È l’unica figlia di Alma, che per la prima volta le racconta della scomparsa di Maio. Antonia parte subito per Ferrara: è qui, nell’atmosfera dolce e misteriosa di una provincia piena di orgoglio e di segreti, dove ogni pietra ha una storia antichissima eppure il cielo sembra nuovo ogni giorno, che questa giovane donna conduce una ricerca avventurosa, destinata a svelare intrecci sepolti dal tempo, a riportare alla luce una verità bruciante eppure capace di restituire libertà a chi era schiacciato dal peso opaco del silenzio.
SOTTO UNA LUNA OCCASIONALE
“Sic mea fata canendo solor…” (“Così allevio la mia sorte cantando…”): questa citazione tratta dai Carmina burana funge da appropriata cifra interpretativa di questa raccolta di poesie di Gian Paolo Bulla, che si è finalmente deciso – dopo decenni di attività poetica semiclandestina (sporadiche e occasionali sono infatti state sino ad ora le sue pubblicazioni di carattere poetico) – a pubblicare i suoi versi, a manifestare apertamente la sua passione e la sua vena, riconfermando il ruolo della poesia come “suprema finzione” (l’espressione è di Wallace Stevens) in grado di consolare e di alleviare in qualche modo il nostro destino, i tanti dolori e ferite della nostra esistenza.
(Dal saggio introduttivo di Franco Toscani)
Gian Paolo Bulla è nato a Piacenza nel 1955. Laureato in Lettere e Filosofia con indirizzo in storia medievale, è archivista di Stato nel Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal 2000 è direttore dell’Archivio di Stato di Piacenza. Questo libro, il primo, raccoglie una scelta dai versi scritti fra il 1976 e il 2011, alcuni dei quali sono apparsi solo in pubblicazioni miscellanee o in riviste di bassa diffusione.
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I quattro artisti di LINK realizzaranno un’opera i diretta coinvolgendo i visitatori in una vera e propria performance, a seguire conferenza di Arte & Cibo a cura di Simona Bartolena curatrice del progetto LINK .
PREMIO BIFFI 2014
Il 22.10.2014
Il Premio Biffi si rivolge agli artisti esordienti del Premio Arte ed è un tributo alla creatività, alla capacità di andare oltre la realtà e, talvolta, oltre l’immaginazione, in un luogo di poesia e di infinite possibilità. Quel luogo dove è nato Biffi, e dove ancora vive.
L’opera vincitrice sarà esposta da Biffi Arte a Piacenza e la sua immagine verrà editata in tiratura limitata in occasione del prossimo Natale sulle cappelliere che contengono i celebri panettoni Biffi. Un’opera d’arte che ne contiene un’altra.
L’arte, intesa come tensione creativa, è nel DNA di Biffi, nell’inventare e re-inventare ricette sempre nuove attingendo alla tradizione e rinnovandole in un ricco assortimento di specialità in continua evoluzione.
Biffi è un marchio di creazione di gusto, capace di immaginare e anticipare l’evoluzioni del mercato. Con queste premesse, l’azienda Biffi ha accettato con entusiasmo di essere lo sponsor del premio Arte 2014 e della quindicesima edizione del premio Cairo.
Una partecipazione attiva quella dell’azienda Biffi, un marchio vicino all’arte moderna e contemporanea che testimonierà questa vocazione assegnando un premio speciale | Premio Biffi | ad uno dei vincitori del Premio Arte.
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DESSERT
STORM & ROCK
INCONTRO CON ANGELO ASCOLI
INCONTRO CON L’AUTORE CEZAR PAUL-BADESCU
Cos’è la letteratura se non l’elegante occasione per mentire dicendo pur sempre la verità? Non una mezza, ché questo è un altro discorso. La letteratura è mentire, spudoratamente e senza rimorsi, dicendo il vero. Perché il vero è solo una parte di un tutto, come insegnava Lacan.
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Il 20.06.2014, ore 21:00
Ad inaugurare i Venerdì Piacentini di Biffi Arte sono gli allievi dell’Accademia della Musica. Un concerto di musica classica dalle oniriche atmosfere.
PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “QUATTRO SBERLE BENEDETTE” DI ANDREA VITALI
Incontro con l’autore Andrea Vitali.
In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadà sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l’enigma, perchè uno predice una cosa e l’altro l’esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l’appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l’un l’altro. E forse c’è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l’anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell’acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all’intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perchè, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto…
L’ARTE DI SCRIVERE CONVERSAZIONI D’AUTORE A CURA DI MAURO MOLINAROLI
Incontro con l’autore Sandro Mazzola
HO SCELTO DI STARE DAVANTI ALLA PORTA (LIMINA)
Con prosa sincera e toccante, Sandro Mazzola si svela nella lucida ricostruzione di una vita e di una straordinaria carriera. L’infanzia, sconvolta dalla prematura perdita di papà Valentino e addolcita dalle fughe dietro un pallone in un campetto dell’oratorio, l’esordio nel calcio che conta, la crescita, come uomo e come atleta, e la consacrazione come campione indiscusso in una rincorsa, persino ossessionante, alla maglia nerazzurra. Con quel cognome pesante da portare e da gestire, almeno fino a una notte viennese nel maggio del 1964, quando comprese, con due reti e una coppa alzata al cielo, di essere finalmente Sandro Mazzola, e non più solo Sandro figlio di Valentino. E ancora, la Nazionale, il Messico, Rivera e quella partita leggendaria giocata a metà ; la maturità , l’addio al calcio giocato,il ruolo di manager e un pallone visto da un’altra angolazione. Con un’unica fede, profonda, incrollabile e rimasta intatta: l’Inter. Uno sguardo inedito che ripercorre settant’anni di calcio e di Italia: i trofei, i personaggi incontrati (da Meazza a Ronaldo), le storie e le confessioni, sopra un prato verde o dietro una scrivania, dirigente a fianco dei presidenti nerazzurri delle ultime cinque decadi, Angelo Moratti, Fraizzoli, Pellegrini e Massimo Moratti.
L’ARTE DI SCRIVERE CONVERSAZIONI D’AUTORE A CURA DI MAURO MOLINAROLI
Incontro con lo scrittore Francesco Alberoni autore de “L’Arte di amare” (Sonzogno).
Molti sono ancora convinti che ci sia una traiettoria obbligata dell’amore che incomincia con l’innamoramento, la passione ma poi declina e si spegne nella convivenza quotidiana, quando non finisce nel tradimento e nel divorzio. Ma sbagliano. Questo libro dimostra che la felicità e il piacere più intensi sono possibili soltanto nel grande amore erotico che conserva la freschezza dell’innamoramento, l’ardore della passione e che, anziché affievolirsi, col passare degli anni si intensifica. Dobbiamo tornare a dare alla parola amore il suo significato più pieno, più autentico. Perché il vero amore è rivelazione, ammirazione, adorazione, fusione con qualcosa che ci trascende e che dà un nuovo senso al mondo. Solo l’amore totale ci sa dare il brivido dell’assoluto, lo stupore del nuovo, il terrore della perdita e una felicità misteriosa, meravigliosa e divina. Il grande amore erotico si ottiene abbandonandoci all’amore, alla voglia di vivere, al candore dei sentimenti, alla sincerità, alla verità, alla libertà, chiedendo ciò che ci piace senza pudore, senza paura.
L’ARTE DI SCRIVERE CONVERSAZIONI D’AUTORE A CURA DI MAURO MOLINAROLI
Incontro con lo scrittore Massimo Fini
Di(zion)ario erotico. Manuale contro la donna a favore della femmina (Marsilio)
Un’opera provocatoria, a metà tra il sillabario divagante e la confessione personale, che esplora più di cento voci molto varie inerenti l’universo erotico femminile, così come lo vedono, e ne parlano gli uomini. A come “Atto sessuale”, B come “Bocca”, C come “Culo”… Scorrendo l’indice delle voci di questo audace dizionario-diario, che vanno dai prevedibili “Viagra”, “Vibratore”, a meno prevedibili spunti filosofici (vedi alla voce “Kant”) o neologismi come “Fica Power”, si potrebbe pensare a un’opera di machismo impunito, un trattato per lemmi che esalta la donna-oggetto, una lode alla femmina da letto. Ma questa guida alla libido femminile rigorosamente osservata dal maschio riserva più di una sorpresa, e la conclusione non è affatto scontata. Con uno stile crudo, che non si nega nulla ma non è mai volgare, spesso sarcastico, talvolta persino tenero, il Di(zion)ario è anche una provocatoria analisi del costume che, in qualche modo, ci mostra una delle tante prospettive con cui possono essere osservati, e vissuti, i rapporti uomo-donna. Il mondo dell’eros visto con un occhio maschile, antifemminista ma non antifemminile.
L’ARTE DI SCRIVERE CONVERSAZIONI D’AUTORE A CURA DI MAURO MOLINAROLI
Incontro con gli autori Rossella e Pino Farinotti
Rossella Farinotti, Il quadro che visse due volte, Ed. Morellini
Hitchcock, Visconti, Ford, Dreyer, Saura, Scott, Minnelli, Kubrick. Sono registi, maestri assoluti. La loro estetica è riconoscibile e magica. Fotogrammi che si assestano nella memoria di chi li ha visti, e lì rimangono. E poi la cultura di oggi, da Mario Schifano a Andy Warhol, da Kim Ki Duk a David Lynch. Perché questi autori si sono affidati ad altri maestri, quelli della pittura, hanno riconosciuto la prevalenza di quell’arte nobile e hanno portato, nei loro film, quel grande valore aggiunto. Hitchcock ha esplorato Hopper e Dalí: l’inquietante casa di Psycho e le immagini oniriche di Io ti salverò. Visconti ha attinto da Hayez: il famoso bacio in Senso. Il gladiatore di Ridley Scott è semplicemente un dipinto di Gerome. Kubrick ha “ricostruito” gli inglesi del Settecento, come Hogarth, in Barry Lindon e mostrato opere contemporanee (Brancusi o Mel Ramos) in Arancia meccanica. John Ford ha “rifatto” Remington, gran pittore del west in Sentieri selvaggi. Saura anima Goya (La fucilazione sulla montagna) nel suo Goya. I personaggi di Dreyer in Dies irae scendono letteralmente dai quadri di Rembrandt. Artisti come quelli citati, applicati ai film: dunque “scenografi” strepitosi, irripetibili, non più rintracciabili. Non sarebbero bastati… gli Oscar.
Pino Farinotti, E l’angelo partì da lei, Ed. San Paolo
Milano. Elena e Vanni, una coppia di giovani in carriera, portano avanti una storia complicata ma rischiarata da un figlio, Massimo, 8 anni. Quando il bambino comincia ad accusare problemi di salute, la loro vita – compreso il rapporto di coppia – si sgretola rapidamente. Massimo è affetto da una strana malattia di cui anche i medici non sanno cosa fare. È a questo punto che una donna, dolce e silenziosa, fa irruzione nella vita di Elena. Si chiama Maria. Le due diventano amiche, ma Elena non può che domandarsi chi sia Maria. Quella donna misteriosa porta con sé un’influenza positiva su chi incontra. È una strega, una maga, una santa? O forse…? Elena inizia a prendere in considerazione la possibilità che Maria sia quella…
L’INTERIORITÀ , LO SGUARDO DENTRO
In concomitanza con la rassegna Femminile, plurale a cura di Alessandra Redaelli, un viaggio attraverso la mente e il cuore delle donne guidati dalla psicologa Martina Rossetti e dalla scrittrice Irina Turcanu.