ELENA GROPPALLI
| ABISSI

Con una presentazione di Micaela Ghisoni

  • Sala Biffi

    31 gennaio – 28 febbraio 2026

    PROROGATA FINO AL 16.05.26

Sull’orlo del precipizio con gli “Abissi” di Elena Groppalli che torna a mostrare la forza mentale e la potenza visionaria della sua ricerca artistica in un’esposizione immersiva alla Galleria Biffi Arte di Piacenza.

Dopo l’allestimento di alcune sue creazioni allo spazio Rosso Tiziano nel 2020, nel 2026 cambia la cornice, ma restano le opere e il loro universo simbolico.

Precipizi, procelle, anelito all’infinito, gli “abissi” sono processi di scavo nel mondo interiore dell’artista, dove inquietudini e angosce convivono con una speranza mai doma, con la percezione e la ricerca continua di una scintilla vitale: da intendersi non solo come tensione al divino ma anche e soprattutto come un altrove concreto e liberatorio a cui approdare, sublimato nella bellezza dell’opera d’arte.

Il risultato sono creazioni del tutto eterodosse, certamente non incasellabili nei percorsi artistici tradizionali e neppure nelle avanguardie. Campiture rettangolari di colore, forme circolari in continua espansione, schegge, onde o screziature, le composizioni sono realizzate su carta fotografica, per lo più di 13×18 centimetri o di taglia minore, su cui Groppalli opera con un Rapidograph dalla punta di 0,5 millimetri; oppure con penna stilografica o con pennino e calamaio. A volte il supporto è carta semplice – perfino fragili bustine semitrasparenti di tè – lavorato a penna Bic. Ma ci sono anche lastre mediche rimaste inutilizzate, e reimpiegate al servizio dell’opera: quasi a dire che l’arte, nel suo essere un complesso lavoro di tracimazione dell’interiorità e di elaborazione mentale è anche, necessariamente, corporea, materica, e le due dimensioni non sono scindibili l’una dall’altra.

Le composizioni dell’artista non sono pitture, ma neppure opere grafiche: è il segno inciso sulla carta a disegnare la trama di una creazione fluida e in continuo divenire. Dal segno nascono colori e forme che al segno si accompagnano, in un gesto ripetuto e pervasivo di saturazione del campo visivo che è innanzitutto lavoro di pensiero: “l’arte in fondo non è altro che il lusso di avere tempo di pensare di poter pensare” – dice infatti l’artista.

Così, tra movimenti ora danzanti, ora concentrici, ora a zig-zag eseguiti a mano libera, costruisce una tessitura fitta che non concede pause fino alla corrosione della vista; come a riempire i propri non detti e a non sottrarre spazio alla bellezza.

Sulle soglie del precipizio, l’arte è trasformazione e approdo, impresa penelopiana sospesa tra l’attesa e la felice riuscita dell’opera.

Elena Groppalli ABISSI_Con una presentazione di Micaela Ghisoni_Fino al 16 Maggio 2026