ELISABETTA BENEDETTI
| TRAME DI FORZA E DI GRAZIA

A cura di Susanna Gualazzini

  • Antico Nevaio

    6 Dicembre – 31 Gennaio 2026

In mostra nelle stanze dell’Antico Nevaio un’antologica che ripercorre le tappe principali della ricerca artistica di Elisabetta Benedetti, pittrice veronese per nascita e piacentina per scelta. Una profonda ricognizione sugli estuari espressivi della pittura, condotta con l’ausilio di una formazione tecnica ineccepibile che l’ha portata a una padronanza assoluta del mezzo pittorico, sia nell’uso dell’olio che dell’acrilico.
Nel cuore della mostra, il progetto più recente (2025) dedicato alla complessa tematica del femminile: un pantheon di figure evanescenti eppure potentissime, ognuna a incarnare o destrutturare archetipi e ruoli stereotipati: è una nuova generazione di creature portatrici di energie ancestrali che vivono al di fuori dello spazio e del tempo e si muovono negli interstizi delle loro antinomie, fra dinamiche di sottomissione e consapevolezza di sé, silenzio e autoaffermazione, ribellione ed emancipazione, forza e vulnerabilità. La pittura diventa per Benedetti un rito di riconnessione con le radici più profonde dell’identità femminile, ma anche invito a interrogarsi sui ruoli imposti e sulle aspettative che gravano sulle stereotipie di genere. Ma è sempre gentile, questo invito, condotto sul soffio di una tecnica misuratissima nella eleganza della forma e nella cantabilità del colore.
Camminando a ritroso verso progetti del passato, la mostra ospita anche un corpus di opere appartenenti a quelli che l’artista ama definire ‘periodo surrealista’ e ‘periodo metafisico’. La fase surrealista è declinata attraverso la visione di una natura trasfigurata: le tele si trasformano in veri e propri portali verso mondi altri, quinte serrate di alberi luminescenti, sbuffi di colore pieni di luce e di aria, occasione per restituire uno sguardo incantato sul mondo.
Più remoto nel tempo, ma non meno potente, è il ciclo di atmosfere metafisiche, in cui interni enigmatici e oggetti indecifrabili si fondono con figure simboliche, prese a prestito dal mito ma non solo: Benedetti attinge al lessico surrealista e trasforma il silenzio e l’attesa in strumenti di narrazione e ricerca interiore.

Elisabetta Benedetti si è formata alla Scuola d’Arte Grafica di Verona, e ha lavorato per molti anni come grafica pubblicitaria. Ha perfezionato la propria formazione artistica all’Istituto Gazzola di Piacenza e da anni si occupa di pittura figurativa, con uno sguardo particolare alla ritrattistica.

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ELISABETTA BENEDETTI. Trame di forza e di grazia_Antico Nevaio, Galleria Biffi Arte_6.12-31.01.26