EMMANUELE DE RUVO
| AUTOMATISMI IPERMNESTICI
Automatismi ipermnestici è la mostra personale di Emmanuele De Ruvo che ripercorre alcune ricerche avviate dall’artista a partire dagli anni Zero del nuovo millennio. L’esposizione riunisce opere di vecchia e recente produzione, nelle quali riaffiorano tecniche e modalità operative indagate sin dagli anni della formazione accademica.
Il termine ipermnesia indica un aumento anomalo o eccezionale della capacità del cervello di apprendere, immagazzinare e richiamare ricordi ed esperienze. Usato principalmente in ambito neuropsicologico, in questo contesto delinea una zona di confine concettuale tra memoria, automatismo e processo creativo, assumendo una valenza prevalentemente metaforica e teorica, piuttosto che clinica. Ricordare non significa solo visualizzare forme, ma attivare una risonanza profonda tra il vissuto fisico e la materia sensibile in cui è il corpo stesso a riconoscere le peculiarità strutturali del materiale prescelto e a disporsi istintivamente in relazione alle sue caratteristiche fisiche. Marmo, carta, ferro, vetro, acciaio e magneti diventano elementi attraverso i quali si innesca l’ipermnesia, manifestandosi in un automatismo appreso e sedimentato nel tempo, che orienta il gesto e guida l’atto. In questo senso, la mostra si configura come una riflessione sul processo creativo: il fare coincide con una rievocazione in cui esperienza, memoria corporea e conoscenza dei materiali si intrecciano in modo immediato e non mediato.
Il percorso espositivo si snoda attraverso trenta opere realizzate tra il 2007 e il 2025, includendo sculture, dipinti e lavori su carta. Al centro della ricerca vi è il concetto di equilibrio, declinato come forza fisica, principio strutturale e dimensione spirituale. Se nelle composizioni grafiche delle Carte Equilibriste e nei dipinti l’interesse per la geometria si traduce in un’armonia bidimensionale nel rapporto con la superficie, nella produzione plastica l’indagine si sposta sulla tridimensionalità.
Alcuni lavori analizzano il bilanciamento dal punto di vista statico e prevedono circuiti chiusi di forze che restituiscono un valore uguale a zero, come in Geometric = 0 (2007) e Obligate Mutualism (2018). In altri, l’indagine si sviluppa attraverso trazioni e compressioni, come in Gravity of Situation, Vol. 2 (2025); in altri ancora tramite il magnetismo, come in Building Theater n.7 (2014), oppure attraverso la depressione e la pressione atmosferica, come in 54 Liters (2012-2023).
Le forze applicate alle opere non sono semplicemente evocate, ma diventano veri e propri elementi costitutivi del lavoro. Non è un caso, infatti, che le didascalie integrino tra i componenti dell’opera le stesse forze fisiche che ne rendono possibile la rappresentazione e il funzionamento.
Nel lavoro di Emmanuele De Ruvo, le questioni scientifiche sono da sempre utilizzate come chiave metaforica per riflettere sull’uomo, sulla società e sulle strutture che la governano. Gravità, compressione, trazione e magnetismo sono forze invisibili – o tracce della loro azione – che determinano la nostra realtà fisica, ma diventano anche metafore di una personale lettura del mondo, in cui l’equilibrio rappresenta la massima aspirazione dell’uomo all’interno di un divenire ancora da modellare.
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