DANIELA BENEDETTI

GRETA BROGLIO

VANESSA BRUSATI

GIULIANO CARDELLA

CAVALLARO MARTEGANI

RINALDO DRAGONE

MATTEO MASCHERONI

FEDERICA ORSINI

FEDERICO UNIA

GIANPAOLO ZANTI

| INSTABiffiarte #3

Digital Editor Stefano Gazzola

A cura di Biffi Arte

  • Antico Nevaio

    29 Aprile – 22 Maggio 2022

Dal 29 Aprile al 22 Maggio 2022
Inaugurazione Venerdì 29 Aprile ore 17

InstaBiffiArte#3 rappresenta il secondo step del progetto speciale Biffi Arte On Air: partito all’inizio del primo lockdown, Biffi Arte On Air ha offerto esclusivamente on line, una serie di group show virtuali con artisti selezionati, a gruppi di tre, attraverso Instagram. Al turn over delle mostre virtuali, che si sono susseguite fino a Dicembre 2021, fanno ora seguito tre mostre in presenza, negli spazi dell’Antico Nevaio, per dare concretezza al lavoro di artisti non ancora perfettamente riconosciuti dall’establishment ufficiale del sistema dell’arte ma portatori di una ricerca solida e competente.
Con questo progetto, la Galleria Biffi Arte prosegue la propria vocazione di scouting, già coltivata da molti anni con il Premio Biffi, nell’ambito del Premio Arte di Cairo Editore.
Il group show che parte il 19 Marzo presenta una selezione dei lavori di Daniela Benedetti, Greta Broglio, Vanessa Brusati, Giuliano Cardella, Cavallaro Martegani, Rinaldo Dragone, Matteo Mascheroni, Federica Orsini, Federico Unia, GianPaolo Zanti.

DANIELA BENEDETTI
Nata a Piacenza nel 1979, approfondisce le ricerche del suo lavoro con vocazione figurativa presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove nel 2003 conclude gli studi diplomandosi con lode. Espone dal 1999 e partecipa a mostre collettive, personali ed eventi in diversi centri italiani, ricevendo numerosi riconoscimenti nell’ambito di concorsi nazionali e internazionali. Nel 2002 vince il Premio Manara alla collettiva “Salon I” presso il Museo della Permanente di Milano; nel 2005 riceve una menzione di merito in occasione del Premio Internazionale “Giovane Arte Europea”, presso il Castello Visconteo di Pavia e vince il Premio Luigi Brambati, a Lodi. Nel 2012 vince il secondo premio in occasione del concorso d’Arte Aldo Alberti, presso Palazzo Marliani Cicogna a Busto Arsizio, Varese. Si interessa di letteratura e nel 2004 pubblica il suo primo romanzo breve “Rossestate”, edizioni Vicolo del Pavone, mentre un altro suo racconto (“La casa delle rotoballe”) viene pubblicato nel 2005 nella raccolta antologica “Totem & Taboo” (ed. Vicolo del Pavone). Nel 2006 presenzia in qualità di rappresentante dei giovani artisti piacentini alla cerimonia di gemellaggio tra Piacenza e Plasencia, in Spagna. Attualmente vive a Piacenza, dove lavora come artista e insegnante.

GRETA BROGLIO
In arte haregrungy, è nata a Sondrio nel 1993 e vive a Berbenno, in Valtellina. Dall’età di dieci anni la pittura è parte integrante della sua vita, una vera e propria necessità comunicativa. Dopo aver approfondito la tecnica dell’olio e dell’acrilico, nel 2015 comincia a sperimentare il caffè su carta da spolvero, unito all’uso della spatole. Attualmente sperimenta varie tecniche non precludendosi alcuna strada, in una continua ricerca. Unica costante: le spatole e l’inconscio. Il linguaggio che utilizza è metafisico, intriso di sensorialità che spinge lo spettatore ad avvicinarsi alla ragione impercettibile. Ha recentemente partecipato a numerose rassegne d’arte contemporanea, toccando diverse città fra cui: Roma, Torino, Firenze, Bruges, Napoli, Cagliari, Milano e Genova. Nel 2019 rientra nei finalisti della sezione pittura di MArteLive, un concorso d’arte nazionale grazie al quale si esibirà in una performance presso il Planet Live Club di Roma.

VANESSA BRUSATI
Ideatrice e fondatrice di Plex-I-Art, un progetto inedito che unisce l’arte della pittura ad un materiale inusuale ma molto attuale, con la voglia di rendere l’arte finalizzata a trasformare un materiale povero in cornice di bellezza. L’idea ha origine da un pensiero legato anche alla possibilità di riciclare un materiale plastico riutilizzandolo e creando per lo stesso una nuova vita. I dipinti realizzati dall’artista risultano brillanti, trasparenti e riflettenti e non necessitano di ulteriori supporti per essere esposti.

GIULIANO CARDELLA
Nato a Lumezzane (BS), vive e lavora a Catania. Diplomato in arte applicata presso l’Istituto d’Arte di Castelmassa (RO) ha iniziato dopo gli studi la sua attività artistica dedicandosi a pittura, scultura ed alla realizzazione di grandi Installazioni: attività che negli ultimi anni porta avanti a tempo pieno impegnandosi anche nell’esplorazione di nuove tecniche come la ceramica. Ha al suo attivo numerose mostre personali e collettive, nonché riconoscimenti ufficiali in ambito nazionale. Numerose sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero (Olanda, Giappone, Stati Uniti, Spagna, Germania, Cina). Ha esposto al Museo di Arte Contemporanea MACRO Testaccio di Roma, alla Royal Academy e alla Saatchi Gallery di Londra. Caratteristiche del linguaggio artistico di Giuliano Cardella sono anche le grandi installazioni sia per indoor che per ambienti urbani, come la recente “White Sky” realizzata nel centro storico di Brescia e successivamente a Catania. Attualmente collabora con la Galleria “Spazio Noto” di Noto (SR) e con la Galleria “Fletcher Gate” di Nottingham (UK).

CAVALLARO MARTEGANI
(Cinzia Cavallaro e Valentina Martegani) dopo gli studi di illustrazione all’Istituto Europeo di Design e di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, hanno lavorato come illustratrici per testate come Vogue, Elle, Specchio, Il Sole 24 ore. Collaborano con note agenzie pubblicitarie tra cui J. Walter Thompson, Havas World Wide, McCann Erickson. Dal 2006 sono docenti all’Istituto Europeo del Design.
“Il nostro sodalizio artistico nasce nel 1999 quando iniziamo a lavorare come illustratrici. Con il passare del tempo impariamo non solo a condividere le stesse immagini ma ci troviamo a osservare il mondo l’una con gli occhi dell’altra, questo conoscerci e riconoscersi ci porta lentamente ma con forza, all’esigenza di una maggiore libertà di espressione. La nostra visione del mondo è onirica ma allo stesso tempo ricca di una forte fisicità, ci piace dipingere quello che sogniamo interpretandolo insieme. Nel sogno le immagini appaiono sovrapposte, frammentate. Come in un collage, tecnica che ci ha unite fin dal primo giorno e che studiamo e sviluppiamo costantemente. Il collage e la pittura sono per noi un tutt’uno, pezzi di scotch, carta da pacco, texture dipinte ma apparentemente tridimensionali. In ogni frammento del nostro racconto convivono una o più immagini: unico il tema ma diversi i punti di vista. Nei nostri dipinti emerge un insieme di elementi, un Caos apparente che in realtà porta in se ciò che noi vogliamo essere e comunicare del mondo in cui viviamo”.

RINALDO DRAGONE
Nato a Soleto (LE) nel 1959, presenta un lungo percorso artistico connotato da  una costante ricerca di nuove soluzioni formali e compositive, che meglio corrispondono alla sua sete di espressività. La sua ricerca si muove soprattutto della figuratività, dall’Espressionismo più tradizionale alla Nuova Figurazione, ma anche oltre la figurazione, verso forme che sovente diventano quasi astratte. E infatti alla fine degli anno ’80 ha realizzato una serie di opere astratte (acrilici e oli) ispirate all’Espressionismo Astratto e all’Action Painting. Ma è la figura umana e il ritratto (soprattutto femminile) che da sempre lo interpella, soprattutto negli aspetti più interiori ed esistenziali. La sua opera è vissuta come continua introspezione che serve a soddisfare soprattutto un personale bisogno espressivo.

MATTEO MASCHERONI
Nato 1987 a Mariano Comense (Como), dopo molti anni di lavoro sia presso un’azienda aeronautica che come pilota stuntrider. decide di dedicarsi completamente alla ricerca artistica, tentando di trovare una risposta a domande che nel corso degli anni si sono fatte sempre più urgenti. E le sue immagini sono la personificazione di queste domande, di cui già conservano la risposta, nascosta. Non resta altro che lasciarsela suggerire. Salvo rare eccezioni, le opere non hanno titolo, affinché l’osservatore intraprenda un dialogo personale, senza condizionamenti, attraversando quello che è il suo vissuto.

FEDERICA ORSINI
a cavallo fra metafisica e surrealtà, i suoi soggetti si proiettano in un immaginario riconducibile alla nostra realtà solamente attraverso oggetti e simboli, in un tentativo di riproduzione del sogno dando spazio all’emozione. Una ricerca proiettata verso un’armonia cosmica. La sua pittura è sostenuta da cromie intense e impianti scenici immobili, silenti, collocati aldilà di un tempo e di uno spazio conosciuto. L’inconscio gioca un ruolo fondamentale mettendo a fuoco una differente prospettiva della realtà, meno apparente e tangibile, non per questo meno disvelata, spesso generatrice di visioni impossibili. Un mondo creato da pulsioni sensoriali, un’estensione dei messaggi-madre metafisici che sfociano nella nostra era in maniera più consapevole. Il Metafisico, il Surreale e l’attuale Surreal-Pop sono fonte di estrema suggestione e conseguente influenza. Tecnicamente l’artista predilige olio su tela ritrovando in questa pratica un sapore antico e naturale.

FEDERICO UNIA
Nato a Milano nel 1983, presenta un linguaggio con evidenti contaminazioni, da Pop-Art al New Dada, a realtà contemporanee, pur mantenendo anche uno sguardo rivolto ai grandi maestri della Storia dell’Arte, spesso citati nelle sue rappresentazioni. Unia trae spesso ispirazione dalla reinterpretazione del concetto di poster, tecnica spesso usata nel mondo della Street-Art, da cui l’artista proviene, e valicata dal Nouveau Réalisme con gli affichistes, prendendo come primo punto di riferimento Mimmo Rotella, certamente uno dei massimi esponenti di questa tipologia espressiva molto vicina al concetto di Pop-Art. Le contaminazioni arrivano anche dai combine-painting di Rauschenberg e dalle riproposizioni d’icone-tipo che tengono conto del lavoro artistico di Andy Warhol o Roy Lichenstein, per approdare poi alla rimeditazione dei linguaggi e attraverso il filtro della Street-Art, a un suo proprio originalissimo linguaggio e modus-operandi, che vede in questo contenitore di stili anche un’espressività e pittoricità quasi barocca, per la contestualizzazione di luci ed ombre e particolari scenico-compositivi-espressivi. Da tutte queste componenti, nasce un’opera ibrida, descrivibile come Urban-Pop, testimonianza dell’abilità nel mescolare stili e modalità espressive differenti con una spiccata sensibilità creativa, in cui si riflette sul mistero della vita e sui suoi grandi temi: l’amore, l’odio, la condizione dell’uomo moderno. Altri ambiti di riflessione artistica sono il potere della politica, della religione e dei retaggi che influenzano fino a rasentare la follia, ma anche l’ipocrisia persuasiva della pubblicità. Talvolta compare anche la demistificazione della sacra figura dell’Angelo contestualmente alla sua riproposizione in una chiave moderna e contemporanea, trasformando temi sacri in temi sociali o di attualità. Le originali creazioni di Federico Unia sembrano nascere da un collage concettuale che reinterpreta in chiave moderna ed urbana le compressioni o gli assemblage di Arman e Cèsar. Materiali comuni, di strada, vengono riassemblati ed accostati tra loro già distrutti, scarnificati come in una realtà postatomica, poi ridipinti e proiettati verso nuovi significati acquisendo nuova vita, sia per immagine che per significato e trasportando quindi un pezzo di strada sui supporti pittorici.

GIANPAOLO ZANTI
Nato a Sassuolo nel 1956, ha lavorato per molti anni nel comparto ceramico sassolese, portando avanti nel contempo la propria personale ricerca artistica, fra pittura, fotografia, illustrazione e grafica digitale. Nascono rappresentazioni collocate in una dimensione spazio-temporale indefinita, che coniuga passato e presente in un limbo sospeso fra sogno e nostalgia, solitudine e bellezza, effimero e cruda realtà.

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