KARL EVVER
| IL PITTORE SE NE VA

OPERE 2000-2023

A cura di Elena Pontiggia | Susanna Gualazzini

  • Galleria Biffi Arte

    7 Giugno – 13 Settembre 2025

A cura di Elena Pontiggia e Susanna Gualazzini, la mostra propone alcuni fra i numerosi percorsi poetici e stilistici di Karl Evver (1964-2023), artista piacentino recentemente scomparso. Di intelletto lucidissimo e cultura rara e raffinata, Evver si è congedato dal proprio tempo con un fenomenale lascito, non solo artistico ma anche letterario e filosofico, sperimentandosi su piani di ricerca complessi e coraggiosi, senza mai cedere agli ammiccamenti del mercato e ai suoi meccanismi di seduzione ma rimanendo sempre, e fino alla fine, fedele alla propria vocazione.
Nella ricerca pittorica Karl Evver aveva imboccato la strada di quel cambiamento repentino che si delinea sia in Europa che negli Stati Uniti fra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, a contrastare l’estetica dell’astrattismo per rianimare “la pittura” e rimettere al centro il Mito e l’individuo, trovando soprattutto nell’area dell’avanguardia e transavanguardia tedesca e nordamericana, un punto di riferimento comune.
Da questo fertile impasto di territori culturali nasce un idioma che mescola elementi dell’”alta” e della “bassa” arte, dalla ostentata esibizione del proprio io, a un erotismo ambiguo, da un cinismo urticante a un senso della vita vertiginoso, eppure anarchico. Bacchus bimater, Indegnità della pittura, Panèvivo, Il Milite Ignoto, Piero Manzoni: un’alchimia senza oro, solo alcuni dei cicli pittorici in cui l’artista esprime un segno personalissimo che mantiene il legame con una pittura comunque referenziale ma al tempo stesso scardina il concetto tradizionale dell’immagine come restituzione del carattere unico della realtà, e sua rappresentazione.
Quella di Karl Evver è pittura che suggerisce senza rappresentare (suggerire è creare, spiegare è distruggere), è ambigua e vive di vita propria ma non mette in discussione in modo esplicito la propria funzione.
E, accanto alla pittura, il lavoro ancora più irrispettoso sul mezzo fotografico. De lumine solo per citarne uno: sette ritratti in entità fotografiche in cui è impossibile sia attribuire una relazione con il soggetto sia negarla, figli del pensumscopio, lo strumento che permetterebbe di fotografare il pensiero, e dunque anche i morti, di cui restituire una sorta di luminescente sinopia. Un lavoro che più di altri riassume l’estenuazione stilistica e la caparbietà nell’erodere e nell’evocare che caratterizzano l’operato di Evver.
In mostra un ampio corpus tratto proprio dai vari repertori fotografici (De lumine, Il ponte, Cristo elettrico), accanto ai lavori su telaio Trame e Orditi e a opere a tecnica mista appartenenti ad alcune delle sue numerose serie pittoriche (Piero, un’alchimia senza oro; Il Milite Ignoto; San Rocco): ma, inevitabilmente, la mostra restituisce solo in parte l’ampiezza e la complessità di tale ricerca e si propone soprattutto come omaggio a un uomo e a un artista che con assoluta dignità e coraggio ha scelto di vivere una vita nella sola pienezza dell’arte, preferendo un’esistenza senza parapetti, ma pura e libera, in cui anche il momento della disperazione si fa luogo di genesi artistica.

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Mostra KARL EVVER. Il pittore se ne va. Opere 2000-2023_A cura di Elena Pontiggia | Susanna Gualazzini_Galleria Biffi Arte Piacenza