LANFRANCO

| IL VIANDANTE E L’ENIGMA DELLE SOGLIE INVISIBILI 

A cura di Massimo Pirotti

  • Antico Nevaio

    23 Maggio – 27 Giugno 2026

Gli spazi suggestivi dell’Antico Nevaio accolgono da sabato 23 maggio una importante retrospettiva dedicata al pittore Lanfranco (1920 Quingentole, Mantova – 2019 Poggio Rusco). Curata da Massimo Pirotti e realizzata in collaborazione con il Centro Studi Lanfranco e con Mater Mantova, la mostra offre una completa e approfondita ricognizione della produzione artistica di un pittore che certamente è riuscito a tracciare, nel contesto artistico del proprio tempo, un percorso vitale e autonomo.

L’opera di Lanfranco, infatti, si colloca entro quella autonoma fioritura dell’arte fantastica italiana che, pur lambendo talune risonanze del Surrealismo, se ne distingue per radici e finalità. Non automatismo psichico né irruzione dell’inconscio, secondo la lezione di André Breton, ma costruzione vigile dell’immagine, in cui l’altrove si configura come spazio mentale e poetico, più prossimo a una fenomenologia dell’immaginazione, evocativa delle riflessioni di Gaston Bachelard.

In questa prospettiva, la metamorfosi e la tensione verso dimensioni altre non rappresentano una fuga dal reale, bensì un dispositivo conoscitivo: un attraversamento che trova nella tradizione metafisica italiana un precedente decisivo e che in Lanfranco si traduce in una visione sospesa, dove memoria, tempo e immaginazione si articolano in una grammatica autonoma e profondamente radicata.

Biografia essenziale

Lanfranco nasce il 22 febbraio 1920 a Quingentole, in provincia di Mantova, e muore il 17 giugno 2019 a Poggio Rusco. Figlio di uno scultore, frequenta il Liceo Artistico di Bologna e successivamente l’Accademia di Brera a Milano. Nel 1950 vince il Premio Internazionale della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano con la scultura del Beato Carcano, collocata su una delle guglie del Duomo.

Dopo gli esordi nella scultura, si dedica prevalentemente alla pittura, mantenendo costante nel tempo il rapporto con il disegno e l’incisione. A partire dai primi anni Cinquanta espone in numerose mostre personali e partecipa a rassegne collettive e internazionali a Parigi, Caracas, New York, Zagabria, San Francisco, Belgrado, Amsterdam, Colonia, Düsseldorf, Londra, Kassel, Beirut, Ginevra, Roma, Milano, Venezia, Trieste, Mantova, Cesena e Rimini.

Espone presso importanti gallerie italiane, tra cui Il Naviglio e Il Cavallino dei Fratelli Cardazzo, la Galleria Cortina e la Galleria Zanini Arte.

Le sue opere sono conservate in istituzioni pubbliche e in numerose collezioni private in Italia, Germania, Svizzera, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone, Francia, Svezia, Belgio, Olanda e Libano. Numerose opere di arte sacra sono inoltre presenti in chiese di Mantova e provincia. Alcuni suoi lavori fanno parte delle collezioni del Museo Diocesano “Francesco Gonzaga” di Mantova e delle raccolte permanenti del MART di Rovereto.

A Quingentole sono attivi la Casa Museo Lanfranco, gestita dal Comune, e il Centro Studi a lui dedicato.

Tra coloro che ebbero modo di apprezzarne l’opera figurano Henry Moore, Salvador Dalí, Graham Sutherland, René Magritte e André Breton.

Lo scrittore britannico di fantascienza Sir Brian W. Aldiss scelse il dipinto I grandi maestri del sogno (1970) per la copertina del volume A Romance of the Equator – Best Fantasy Stories, pubblicato in milioni di copie.

Lanfranco è inoltre noto al grande pubblico per la celebre copertina di Felona e Sorona (1973), concept album del gruppo Le Orme, oltre che per altre copertine di album musicali.

In collaborazione con: Centro Studi Lanfranco, MaterManto, Museo Diocesano Francesco Gonzaga (Mantova)

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LANFRANCO. Il Viandante e l'enigma delle soglie invisibili_A cura di Massimo Pirotti_Galleria Biffi Arte, Piacenza_Antico Nevaio_23.05/27.06.2026